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POLITICA
La mamma dei cretini è sempre incinta
1 luglio 2014


È dal 19 novembre 2013 che avevo smesso di scrivere su questo blog perché non intendevo infierire su una dirigenza radicale alla quale sono affezionato ma di cui non condivido le ultime scelte.


Una esempio è stato il XII congresso di Radicali Italiani di novembre dove si è verificato l’inimmaginabile ed è per questo che ho preferito non parlarne.


A tutto questo si aggiunge una dose industriale di veleno e di succhi gastrici vaganti appena ci si avvicina, incautamente, da qualsiasi direzione:  mailing list, comitati nazionali, social forum, iniziative, incontri, agli ambiti più frustrati di ciò che fu la bella esperienza radicale. Per fortuna continuano ad esserci belle persone ed iniziative, se no, obtorto collo, avrei definitivamente preso le distanze. Un esempio recente? Mina Welby a Bari. Una persona cara ed adorabile che porta avanti una delle tante battaglie radicali che col tempo stanno vincendo e permeando dei loro valori tutta la società italiana; anche gli ambiti più distanti, vedi la recente conversione di Silvio sui gay; dovremo pazientare e aspettare qualche altro anno affinché scopra gli LGBTQI.

 

 Il casus belli? Una telefonata di un dirigente del PD pugliese che mi invitava ad un tavolo del centro sinistra per la prossima competizione elettorale regionale. Il mio numero glielo aveva dato Sergio D’Elia. Ho chiamato Sergio e lui mi ha confermato. Ovviamente mi sono presentato a quel tavolo come segretario dell’associazione Radicalibari, ho informato che non avendo i Radicali una organizzazione territoriale, normalmente per tali incombenze delegano Sergio D’Elia, che fa parte della direzione nazionale e che ha origini pugliesi e lui, questa volta, aveva chiesto a me di partecipare; e che non potevo che essere un osservatore sia perché non conoscevo gli orientamenti radicali in merito, ammesso che ce ne fossero, sia per il mio ruolo.


Al tavolo ero comunque conosciuto sia per l’intensa attività radicale svolta lo scorso anno a Bari sia perché, l’ex sindaco Michele Emiliano - che aveva convocato il tavolo- aveva aderito ad un mio invito e si era prestato, come Primo Cittadino, a fare da autenticatore delle firme che abbiamo raccolto nel carcere di Bari per i 12 Referendum; fatto ovviamente gradito ai detenuti ed evidenziato da tutti i media.

Al tavolo erano state invitate tutte le liste che avevano sostenuto nel 2010 la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia; la nostra lista era la Bonino-Pannella ed io, come tanti altri compagni, figuravo tra i candidati al consiglio regionale.

La Gazzetta del Mezzogiorno ha fatto un trafiletto sull’evento, evidenziando anche la presenza dei Radicali, che Donato Volpicella ha pubblicato sul suo sito fb.


In bello arriva ora:

Commenta Maria Rosaria Lo Muzio: “I #Radicali chi?”

Qualche minuto dopo commenta Rita Bernardini: “eh già #radicali chi?”

E Donato Volpicella: “….vorrei saperlo anche io!” 


A Maria e a Donato: teste di cazzo, quei #Radicali che all’ultimo congresso di Radicali Italiani vi hanno accompagnato da Chianciano (luogo estremamente scomodo per chi ci vuole andare dalla Puglia) fino sull’uscio di casa vostra: Maria a Foggia e Donato a Bari. In auto eravamo: Aldo Biagini alla guida e Presidente di Radicalibari, io a latere Nicola Magaletti segretario di Radicalibari, Francesco Mastroviti tesoriere di Radicali Bari, Maria Rosaria Lo Muzio che non si è neanche iscritta a Radicali Italiani e Donato Volpicella che per tutto il 2013 non ha raccolto una sola firma per le elezioni politiche, per la proposta di legge di iniziativa popolare sull’Eutanasia Legale e per i 12 Referendum Radicali e né ha partecipato ad alcuna attività radicale su Bari. 

A Bari  #Radicali chi? Avete perso la memoria? Soffrite di Alzheimer? 


Ma due T.D.C., quando si sprizzano succhi gastrici, sono troppo poche e hanno pensato bene di intervenire altre. Mi hanno avvisato del post di Donato, perché di solito non frequento quel sito, e ho pensato con quattro parole di chiarire perché avevo partecipato all’incontro e soprattutto per dire a Rita Bernardini che: “se in casa Radicale la mano destra non sa cosa fa la sinistra non è un mio problema. Sugli altri commenti stendo un velo pietoso; anzi penoso.”


Subito Giuseppe Simone ha commentato in stile lavandaia: “Magalee… Te la canti e te la suoni da solo… E se assegni veli pietosi e penosi agli altri radicali e non, diversi da te perché non appartenenti all’associazione culturale e politica con codice fiscale….”


Peppin (in stile lavandaia se no potrebbe non capirmi): non esistono associazioni con codice fiscale. Esistono associazioni legali e associazioni illegali. Tu e Donato Volpicella, approfittando della buona fede di chi si è fidato della tua ignoranza, avete millantato per anni l’esistenza su Bari di una associazione Radicale alla quale - quando sono rientrato a Bari - ho chiesto di iscrivermi e, solo quando ho capito le puttanate che avevate fatto ho proposto ai compagni radicali di fare una associazione radicale legale. Mi sembrava il minimo per il rispetto dovuto alla tradizione radicale di legalità, cosa che abbiamo fatto il 5 gennaio del 2013 costituendo l’associazione Radicalibari; alla quale sei stato invitato ad iscriverti e dalla quale, fino ad oggi e solo fino ad oggi, hai ricevuto tutte le comunicazioni inviate a soci o simpatizzanti radicali. 

Lascia che l’oblio nasconda le tue puttanate e prima di intervenire su ciò che asserisco connetti il cervello.


Su tutto avrei steso quel velo pietoso e penoso ma, quando e troppo è troppo, vedo che il solito Donato ha ben evidenziato l’intervento di Rita Bernardini sull’argomento durante la Direzione di Radicali Italiani che, indotta dalla subdola richiesta dei commentatori del post, aveva erroneamente pensato che su Bari io avessi avviato di mia iniziativa delle trattative con il PD, a nome dei Radicali, sulle prossime consultazioni elettorali regionali. Quando si è resa conto dell’errore nel quale era stata indotta e che io avevo semplicemente, come sempre, esaudito una richiesta di Sergio D’Elia col quale, mi ha detto al telefono, è in piena sintonia, è rimasta dispiaciuta dell’equivoco e mi ha indicato di regolarmi come credevo per il secondo incontro che si è tenuto ieri. Ovviamente, questa volta, ho preferito declinare l’invito; anche se la Gazzetta del Mezzogiorno di oggi riporta, questa volta erroneamente, la nostra presenza. Vedremo di far fare una rettifica.

Ci lamentiamo di non essere considerati dai media? Questo è anche dovuto a quel verminaio che troppo spesso alloggia in casa nostra.


Comunque, visto che in questi luoghi la mamma….. è inesorabilmente fertile, vedrò di utilizzare meglio il mio tempo in ambiti a me più congeniali.






P.S. Cara Rita, pur non condividendo l’appiattimento delle battaglie Radicali prevalentemente su un unico tema, sono solidale sui motivi che da ieri ti hanno indotto a riprendere lo sciopero della fame; le morti in carcere e la tortura del 41 bis sono indegne di uno stato civile.



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permalink | inviato da nicolax2 il 1/7/2014 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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