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POLITICA
La Germania ha lucrato e lucra su Italia & C.
14 novembre 2013

Finalmente Barroso ha fatto il suo primo timido omertoso annuncio. In prima pagina del Corriere della Sera “Il surplus delle esportazioni frena la crescita degli altri paesi” la sciocchezza n.1. E sul Foglio Giuseppe Guarino ci spiega che “un codicillo illegale ha frenato la nostra economia dal 1999” (l’obiettivo sviluppo subordinato alla stabilità) sciocchezza n.2.

Quanto altro tempo dovremo aspettare affinché la verità venga detta tutta e in maniera chiara e semplice?

In soldoni: i burocrati e “tecnici” italiani che hanno aderito all’euro, i nomi li conosciamo, hanno fatto di un meraviglioso progetto una vera e propria stupidaggine; e ammetterlo duole. Adottare l’euro era un indiscusso vantaggio per l’intera Europa a condizione che il beneficio globale fosse spalmato su tutti i paesi che aderivano alla moneta unica. Che alcuni paesi ne fossero più avvantaggiati dall’introduzione ed altri meno, ed alcuni svantaggiati, era fatto palese. Le economie più predisposte all’export avrebbero goduto di un euro che non si sarebbe rivalutato automaticamente sulla base delle esportazioni realizzate bensì di un euro tenuto più basso dai paesi meno predisposti alla competizione internazionale.

Quindi i primi ne avrebbero goduto ampi benefici, i secondi meno, i terzi no ma il sistema  globalmente avrebbe funzionato e bene a condizione che, del beneficio globale, i terzi ne fossero beneficiati con vigorose azioni comunitarie che riducessero il gap che avevano nei confronti dei primi. Se ciò fosse stato predisposto e fatto, tutta l’area euro ne avrebbe goduto enormi benefici e ciò avrebbe migliorato quella coesione tra i vari paesi quale preludio di una sempre maggiore appartenenza a una entità, l’Europa, che presto sarebbe diventata una forte e splendida realtà politica: prima economia mondiale che coniugando meglio di ogni altra: sviluppo, welfare e democrazia, sarebbe divenuta un esempio per intervenire allo stesso modo nelle aree meno sviluppate del mondo per una armonica crescita globale. Ci si sarebbe potuti porre, a quel punto, responsabilmente ed autorevolmente il problema non ancora disinnescato della bomba demografica, dello sviluppo sostenibile e di tanto altro ancora.

Ma ahimè, i fautori e realizzatori dell’entrata nell’euro, i famigerati “buoni a nulla” del centro sinistra, erano troppo presi dal mettersi frettolosamente questo fiore all’occhiello per combattere gli altrettanto famigerati “capaci di tutto”, ma proprio di tutto, del centro destra. E in questa faziosa lotta intestina che ha letteralmente distrutto dall’interno ogni istituzione italiana che, chi in Europa pensava senza lungimiranza di poter approfittare ad oltranza di questi idioti,  ha contribuito e sta contribuendo al massacro dall’esterno di quella che fu la quinta economia mondiale. 

Il futuro si presenta, così, problematico per l’Europa e, per il ruolo che riveste, per il mondo intero: invece che fungere da potenza affidabile e lungimirante contribuisce alla destabilizzazione degli equilibri planetari. 

Che fare? 

Proprio dall’Italia, il paese che sta toccando il fondo, potrebbe arrivare una sterzata per rimettere tutti in carreggiata se “solo” si riuscissero ad interdire gli idioti che ci hanno governato finora. Non sto pensando, purtroppo, a Grillo, che sta dimostrando di avere in testa il nulla politico, anche se è stato un ottimo megafono per chi aveva capito o intuito la pochezza di chi ci governa, ma a tutti coloro, M5S compreso, che hanno capito la necessità di un cambiamento deciso, responsabile ed equilibrato per guardare con positività e speranza al futuro.








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permalink | inviato da nicolax2 il 14/11/2013 alle 17:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Vinceranno i PIGS
21 giugno 2012
           

 

 

Il calcio non è mai stato nei miei interessi primari ma, questi quarti di finale degli europei che stanno per iniziare, potrebbero avere una valenza politica.

 

 

Queste le squadre in campo:  Io tifo per i PIGS

 

 

 

DATA

PARTITA

RISULTATO

21 giugno 2012

20.45 Varsavia

Rep.Ceca – Portogallo

22 giugno 2012

20.45, Danzica

Germania – Grecia

23 giugno 2012

20.45, Donetsk

Spagna – Francia

24 giugno 2012

20.45, Kiev

Inghilterra Italia

 

 

POLITICA
La domanda dei cento pistola
13 aprile 2011
           

Sono passati giusto cento anni da quando è successo, a livello planetario, un fatto epocale. Per la prima volta al mondo è stato usato un aeroplano come strumento di offesa militare. È stato usato dagli italiani in Libia per bombardare.

Accadeva il primo novembre nell’anno 1911 del signore ad opera, primo al mondo, dell’aviatore Giulio Gavotti.

Oggi ci sono dei “pistola” che, a gran voce, ne vogliono celebrare il macabro centenario. Chi sono?

La realtà supera sempre la fantasia e proprio chi nel 1911 deprecava quell’uso improprio del mezzo aereo, oggi richiede che anche l’Italia partecipi, proprio con i suoi caccia, ai bombardamenti in Libia per dimostrare alla comunità internazionale, all’ONU e alla NATO, di celebrare degnamente il centenario del macabro primato.

Si. Sono proprio la Francia e l’Inghilterra che in questo caso vestono il termine “pistola” come se fosse stato cucito su misura per loro. “Pistola” come guerrafondaio. “Pistola” nel senso milanese del termine “Uhe! Pistola!” vale a dire: imbecille.

A nulla valgono le timide dichiarazioni italiane che affermano di non voler intervenire per via del noto passato coloniale, tacendo il paradosso che si verificherebbe nell’onorare, con l’azione, il triste centenario del primo bombardamento aereo.

Il motivo dell’intervento italiano in Libia nel 1911 fu una reazione alla mortificazione che subì ad opera dell’occupazione francese della Tunisia dove viveva una grossa comunità italiana e dove quindi l’Italia desiderava esercitare una sorta di protettorato che cautelasse i suoi interessi.  Oggi, nel 2011, proprio la figura di merda fatta dalla Francia in Tunisia l’ha indotta ad intervenire a favore dei cirenaici in Libia; per compensazione e per salvare la faccia . Change la femme, esclama una cinica vocina, e come in una sorta di quadriglia internazionale ci si scambia i ruoli, i paesi, gli interessi: immigrati, petrolio, politica interna, harissa e hararat.

Ma il colmo è che proprio la Francia oggi ci chiede, con la stessa veemenza usata nel 1911 ma di segno contrario, cosa? Di fare ciò che deprecò cento anni fa: effettuare bombardamenti aerei in Libia.

 

Ma...  la storia è maestra di vita?

 

 

 

 

 

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