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POLITICA
Al tesoriere non devi far sapere quant'è buono il formaggio con le pere
6 settembre 2016

Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia di occuparlo” M.P.

 

 

Il successo della mozione generale del 40° Congresso del PRNTT è talmente osceno che costringe radicali e non a interrogarsi: come  è stato possibile che gli iscritti non ad un partito qualsiasi, ma al glorioso Partito Radicale Nonviolento Transpartito Transnazionale, 60 anni di storia,  unico sopravvissuto alla prima ed alla seconda repubblica italiana, che si sono incontrati con il proposito di onorare tale storia e possibilmente darle un seguito, abbiano potuto offendere qualsiasi principio di democrazia, di logica statutaria, di semplice buon senso affidando ad una unica persona tutti i poteri, senza alcuna possibilità di controllo?

Sappiamo che popoli interi hanno fatto simili errori: i tedeschi con Hitler e gli italiani con Mussolini, per esempio. Li hanno eletti democraticamente; solo successivamente il potere ricevuto dal popolo è stato trasformato in potere assoluto. Quindi i radicali hanno fatto di peggio, affidando da subito tutto - partito, rappresentanza, potere -  ad un’ unica persona senza condizione alcuna. Ma bravi. Complimenti.

Come stracazzo è stato possibile?

Si sono comportati da tifosi della curva sud.

Tutto ciò che fanno i nostri, gli ortodossi, va bene; ciò che fanno gli altri va male.  Una vera schifezza? Va bene anche  questa, a condizione che vincano i nostri.

E dire che l’emendamento proposto alla mozione generale Turco prevedeva di lasciare che quell’unica persona, designata dalla maggioranza, continuasse a gestire il partito fino a una seconda sessione congressuale, nella quale confrontarsi con più calma e tempo, otto mesi, per meglio riflettere su da farsi. No. Assolutamente. Tutto e subito solo a uno affinché faccia tutto ciò che più gli aggrada: financo la liquidazione del partito.

 

L’emendamento non è passato: 121 no, 98 si, 11 astenuti, una differenza quindi di 23 voti; con il voto determinante dei detenuti, venticinque, che sono sicuramente (è proprio il caso di evidenziarlo)  i meno colpevoli. È notoria e meritevole l’attività della fazione ortodossa nei confronti dei detenuti e della giustizia più in generale - compresa la decisione di tenere il congresso a Rebibbia - quindi il sostegno è stato spontaneo e giustificato, anche perché: quanti di loro sono addentro alle problematiche dei congressi politici? Uno sicuramente sì, politicamente il più autorevole: Marcello Dell’Utri, l’unico a votare a favore dell’emendamento in quanto, evidentemente, proprio non se la sentiva di fare cotanta brutta figura. Se la  mozione generale fosse stata posta in altro modo, appena più accettabile, poteva anche far finta di chiudere un occhio, anche se ad un intellettuale non è concesso farlo, Dell’Utri lo sa bene. Ma avallare una porcata del genere era troppo. 

A nulla sono valsi gli interventi di personaggi radicali fondatori del partito o tenuti giustamente in grande considerazione. Tipo Cicciomessere, che avallando la vendita della sua creatura, Agorà, per 15 miliardi di lire, ha acconsentito a che terminasse la innovativa presenza radicale su Internet per sostenere obiettivi politici radicali; o Spadaccia, fondatore, ma da subito schierato e quindi di parte, anche se sfido chiunque a mettere in dubbio la sua onestà intellettuale; ma anche Strik Livers, o Della Vedova, presente per senso di responsabilità dall’inizio alla fine.

Non ci è stato niente da fare, perché la curva sud, per definizione, non si vergogna di nulla, porcate comprese.

E tutta la nostra storia, che ci vede schierati anche solo per questioni di principio? Anche per quelle che tutti considerano inezie, ma che per noi sono importanti? Hanno avuto anche la faccia tosta di citare Marco che diceva che per molti i principi vengono dopo… 

Già la composizione della presidenza, in apertura dei lavori, aveva fatto temere il peggio.

La presidenza di un congresso dovrebbe garantire soprattutto il rispetto delle regole e quindi essere, e anche apparire, imparziale. Invece, volutamente e sfacciatamente di parte. Quando l’assemblea degli iscritti è stata chiamata a votare su un maggior equilibrio, si è espressa contro. 

Soddisfatti gli ortodossi perché l’assemblea è comunque sovrana. 

Proprio Maurizio Turco, interrogato da me medesimo sui principi della democrazia durante le interessanti riunioni di “mezzoggiorno”, non aveva avuto alcun dubbio nell’identificarli subito nel rispetto delle minoranze. Non, quindi, sulla dittatura della maggioranza. Maurizio, ne è proprio valsa la pena ripudiare tutto per un piatto di fagioli? Sì qui, per te, si trattava anche di cotiche ma la tua storia… sicuramente più autorevole, politicamente, della mia…

 

Marco, nella sua prefazione al libro Underground a pugno chiuso di Andrea Valcareggi, con la sua stupenda frase: “Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia di occuparlo” aveva scritto, in sintesi,  che qualsiasi potere gli faceva schifo. Chissà perché lo ha affidato tutto a te.

 

Forse perché sperava che tu ammonissi i compagni sui rischi connessi alla sua gestione.

Ti ho visto raggiante alla fine del congresso. Evidentemente quel peso non ti opprime. Sai di poterlo reggere tutto sulle tue forti spalle senza aiuto alcuno. Anzi, questo, diciamolo, ti da un ruolo al quale ti sentivi predestinato da tempo,  39° congresso compreso. Sappiamo con quali risultati, ma questo è quanto.

Già oggi, lunedì, sento su Radio Radicale un alito ortodosso molto pronunciato. Sarà un caso?

Se non dovesse esserlo, continueremo ad ascoltare in differita Massimo Bordin e caperemo poco altro. Spero che non oserai proporre le conversazioni settimanali con te: oltre che sacrilego sarebbe…

Ci dev’essere un megalovirus nell’aria. Berlusconi lo ha diffuso e venendo all’oggi Renzi, ma perfino Grillo che aspira alla maggioranza assoluta (e incontrastata) con il M5S alle prossime elezioni, Erdogan con il controgolpe e ora, dulcis in fundo, anche il glorioso PRNTT ad opera di Maurizio Erdogan? Ci sta. Passamela.

Quando ha avuto troppa fiducia nelle persone, Marco ha spesso sbagliato. Il caso più eclatante è stato Oscar Luigi Scalfaro. Sappiamo, altresì, che in altri tanti casi ha avuto ragione: uno per tutti a cui sono/siamo particolarmente affezionato Enzo Tortora. 

Ovviamente spero nella seconda ma, l’inizio, non depone bene.









  

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