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POLITICA
Tanto tuonò che piovve
19 novembre 2013

I lucani, il tanto evocato, “pernacchio” l’hanno fatto alla Rosa nel pugno!


L’On.Maurizio Turco chiederà al compagno Marco Belelli, in arte divino Otelma, i paramenti liturgici per riporre nell’ostensorio il sacro simbolo della Rosa in attesa di un’altra ghiotta occasione per esibirlo alle folle.


Ridiamo di noi stessi ma non prendiamoci in giro. Il problema, questa volta, non è stato di emarginazione dai mass media. Lasciamo stare il libro giallo della peste italiana se no corriamo il rischio di svilire il valore che ha. Non pretendiamo di avere ragioni che non abbiamo. La nenia del possibile contro il probabile? non di prometeici paladini narra ma di incalliti masochisti delle competizioni elettorali. In una campagna elettorale ci può essere un obiettivo politico che va aldilà  del consenso elettorale e ne abbiamo un caso recente ed eclatante con la lista di scopo Amnistia Giustizia e Libertà: minimo storico dal ’76 nelle urne ma, con prepotente urgenza, al centro dell’agenda politica italiana e massimo incarico governativo ma, a Potenza qual era  l’obiettivo strategico? Dare visibilità a Bolognetti e al suo encomiabile impegno? Ci siamo riusciti? è una questione di sintonia.


Se Maurizio invece di parlare alle folle che, comprensibilmente, non hanno nessuna voglia di starlo ad ascoltare avesse più umanamente parlato alla gente forse, senza mobilitare la Galassia Radicale, avrebbe ottenuto lo stesso risultato o qualcosa in più. “Calano come i Lanzichenecchi durante le elezioni poi… non li vedi più” “Si semina d’autunno non quando è tempo di mietere.” 

Basta con i simboli, i testimonial, i conigli tirati fuori dal cilindro l’opinione pubblica è in overdose!


Al comizio in Piazza Mario Pagano a Potenza c’ero anch’io; il service era da grande evento, da esibizione di una grande star della musica, gli amplificatori offendevano i timpani e le luci le retine ma di persone: nessuno, neanche l’ombra. Di gente ce n’era tanta in fondo alla piazza, un lato è lambito dal corso di Potenza, ma non girava neanche la testa per vedere chi fossero quei rompicoglioni.  “Pensano che ci possono ancora comprare con qualche specchietto, quanti soldi stanno spendendo ma chi paga? se c’era Grillo mi fermavo solo per farmi due risate senza neanche pagare il biglietto, punto”


Il carisma, il tentativo di ottenere consenso mediatico è sempre più un nonsenso, non ha più senso o convinci o puoi anche vincere ma da solo con i tuoi amici di merenda, “io non perdo neanche più il tempo di venire a votare.” 


Che siano le elezioni o un congresso vinci pure tu con i tuoi amici di merenda io ho cose più serie a cui pensare.











POLITICA
Cala Fetente
15 giugno 2013

 

           

Alle 12.00 ho incontrato Memola Junior, Gaetano, segretario provinciale dei Socialisti, con lo scopo di verificare la sua reale disponibilità di contribuire alla raccolta firme sui referendum indetti dai Radicali Italiani. L’incontro è stato piacevole e, nella rappresentazione che ognuno fa di sé, mi ha colpito come fosse ancora aperta e sanguinante la ferita aperta dalla magistratura nei confronti di suo padre: allora era sindaco di Bari e sarebbe stato rieletto dopo quindici giorni o, in caso contrario,  sarebbe divenuto senatore della repubblica.  Un percorso tracciato. E invece, alle sei del mattino di quel giorno che gli cambiò la vita, in quella casa dove dormiva sua moglie e Gaetano era ancora piccolo i carabinieri…  solo cinque anni dopo sarebbe stato totalmente prosciolto ma, oltre alla valanga che colpì i partiti della prima repubblica, erano i questuanti, i vicini di casa che non ti guardavano più in faccia! Mi son detto: Gaetano sarà entusiasta dei sei referendum sulla riforma della giustizia che presenteremo domenica a Napoli. Invece… Uscendo ho conosciuto anche Memola Senior e mi hanno invitato al decennale della fondazione Giuseppe di Vagno che si sarebbe tenuto nel pomeriggio a Conversano.

 

Alle 16.00 ho aderito all’invito di Giacomo Barattini, di Azione Universitaria, di partecipare alla Lectio Magistralis dal titolo “La libertà di informazione” che Alessandro Sallusti avrebbe tenuto al Dipartimento di Giurisprudenza di Bari. Il tutto ruotava intorno alla nota e scandalosa vicenda della condanna del direttore del Giornale, un clamoroso caso di attentato alla libertà di informazione, un esemplare caso di giustizia ingiusta documentato dal protagonista della vicenda. Sulla giustizia italiana ha detto peste e corna e, mi son detto: Sallusti sarà entusiasta dei sei referendum sulla giustizia che intendono riformarla profondamente: separazione delle carriere,  responsabilità civile dei giudici ecc.… invece. Ho approfittato dell’opportunità di rivolgergli una domanda e gli ho chiesto se, come Vittorio Feltri, intendesse farne una sua bandiera. Ha espresso apprezzamento per i Radicali e per le loro iniziative ma… e poi è stato evasivo e l’ha buttata sullo svuotamento delle carceri che non condivideva e che non c’entravano un cazzo. Di fatto ha eluso la domanda e non ha risposto. Non ho voluto insistere perché non volevo fare il giornalista – non lo sono – con un giornalista; la domanda mi sembrava quasi retorica viste le premesse, invece….

 

Alle 18.30, a Conversano, è stato Valdo Spini che mi ha fulminato con le parole che Di Vittorio ha saputo usare per Di Vagno: le parole di un Uomo Vero nei confronti di un Vero Uomo: ce ne fossero! Una nota narcisistica: ho scoperto che chiamavano Di Vagno così come i miei compagni di accademia chiamavano me: Il gigante buono. Bella scoperta anche Flavia Nardella: direi…  (parafrasando Indro) fresca.  Ma è Giuseppe Laterza che ha dato risposta ai miei …invece…  compito della cultura è che le idee divengano opinioni: le idee stanno chiuse nei libri solo quando divengono opinioni liberano la loro energia.

 

Alle 21.30, dopo una giornata d’impegno ho pensato bene di finire la serata, era di strada, a Cala Fetente. Sì a Cala Fetente. Lì si esibiva Pablodomar ed ero veramente curioso di vederlo all’opera. La mia opinione è che lì era veramente nel luogo giusto. Ci tornerò sicuramente, in compagnia, quando si esibirà nuovamente; è una abbinata fantastica. È la mia opinione.

 

 

 

 

POLITICA
Ho toppato. Ebbene sì ho toppato.
24 aprile 2013
           

 

 

Pagherò le mie scommesse fatte sulla vittoria di Emma Bonino Presidente della Repubblica, a suon di bottiglie di Veuve Clicqout, e imiterò la classe politica italiana nel suo cupio dissolvi a meno che non mi venga un’altra brillante idea per dissanguare ulteriormente le mie già misere finanze.

Tutto era filato liscio e mi sembrava di essere il burattinaio di quelle stupide marionette che stanno in parlamento. Mi sentivo quasi in colpa di aver scommesso sul sicuro e di muovere i fili, regista unico, di quella banale recita. Avevo già lavato le coppe di cristallo e stavo pregustando le bollicine della vittoria. Avevo, agli ancora dubbiosi, preannunciato alla terza votazione, che Emma sarebbe stata eletta alla settima votazione: domenica mattina.

Alla sesta era ovvio che dovessero votare per Rodotà e, se fosse passato  (improbabile), sarebbe stato un bel premio di consolazione in quanto era l’unico candidato che avrei gradito dopo Emma; e poi… così, si sarebbe aperto un orizzonte entusiasmante e di grandi novità: i Grillini si sarebbero cimentati  nell’impegnativo compito di governare con il PD; tanta linfa nuova del PD e del M5S.

Grillo con il suo video, dal suo camper, senza neanche chiudere la porta del cesso (si vedeva la doccetta) si era piegato (onestamente un po’ tardivamente) con l’espressione di una maitresse  rubiconda che adesca i clienti, a fare l’osceno invito a Bersani: dai… vota Rodotà che te la do.  Riguardatelo il video, ci mancava solo che uscisse la lingua per essere ancora più esplicito e da lui, sinceramente, me lo sarei aspettato; avrebbe recuperato la sua dimensione di comico, ci avrebbe ammazzato dalle risate e, quel video, sarebbe stato il più cliccato al mondo su you tube.  Inoltre, sdrammatizzando l’atmosfera con quel  coupe de théatre , interpretando il ruolo che gli è più congeniale  e facendo ridere proprio tutti, avrebbe dato l’alibi a Bersani  per accettare bonariamente con il sorriso sul viso che gli è più congeniale di quella tensione che lo ammazza.

 Quindi è stata comunque una occasione persa: grande preoccupazione per  l’inesperienza e il massimalismo  dei grillini, ma sicuramente grande opportunità di cambiamento. E in fondo…  Bersani, non lo avevi corteggiato per due mesi? Sembrava che lo desiderassi più di ogni altra cosa al mondo. E poi che hai fatto? Te la dà e tu vergognoso ti sei tirato in dietro? O eri già esausto, satollo e non ce la facevi più perché essere al centro del grande gioco ti aveva già fatto venire…  voglia di nasconderti dietro la poltrona di nonno Napolitano.

E invece? E invece cosa? Io i grandi cambiamenti li azzecco sempre perché oltre ad essere un visionario, una Cassandra, sono anche (così mi hanno definito) il Re dei Maligni, nel senso che nelle mie previsioni metto in conto anche quelle più cupe possibili per cui non ho difficoltà a schivarle: le conosco in anticipo.

E invece? E invece cosa? Ma non ci posso credere! No non voglio vederlo: oh… bianco muro di Spagna! No che cazzo state facendo! Ma vi siete proprio rincoglioniti? Se in un moto di orgoglio, voi che siete i parlamentari del più giovane parlamento che l’Italia abbia mai avuto e il più giovane di Europa, decidete di tagliare i fili e di non fare più le marionette, ebbene fatelo!  ma per dimostrare agli italiani che pur se vi hanno nominato e non eletto avete una dignità e volete riscattarvi ed essere uomini e non vermi!

Bersani, Bersani da ministro avevi fatto anche delle cose decenti e confidavo, nel difficile mandato che avevi ricevuto, che riuscissi quantomeno a tenere dritta la barra. Si il mare era agitato e, come dicono a Napoli: quando il mare si agita vengono a galla gli stronzi, e tu hai avuto modo di guardarli tutti in faccia,  ma si naviga anche alle foci del Tevere e se tieni la barra dritta dopo un po’ ne sei fuori. Tu invece hai gettato l’ancora lì.

Strisciare da Napolitano e chiedere a lui la forza che tu sentivi di non avere… strapparlo dai suoi nipotini per rigettarlo nell’agone politico senza tener conto della sua età, della voglia di cambiamento che mai come in queste elezioni si è manifestata in Italia è da… non voglio infierire.

Bene ha fatto Napolitano a schiaffeggiarvi pubblicamente durante il suo discorso di insediamento e voi? Invece di star chini come i birichini che con la palla hanno rotto il vaso cinese della dinastia Qing e si prendono le giuste bacchettate sulle nocche delle dita, da perfetti imbecilli, da idioti inconsapevoli applaudivate begonzi: ora è arrivato nonno che ci vuole bene e ci tira fuori dai guai. Noi, in fondo, siamo piccoli, non ci potete chiedere di assumerci delle responsabilità più grandi di noi. Il grande è lui, noi siamo piccoli.

Sì, siete piccoli e stronzi.

Penso che il Berlusca non si sia mai divertito tanto in vita sua e…. a questo punto…  mi pesa, ma bisogna ammetterlo: Silvio… tu, questi te li mangi in mezzo al pane come se fossero una lampredotta!  Attento però che sei rientrato dall’isola d’Elba, vedi di non finire a Sant’Elena, tu sei amato ed odiato,  non c’è nessuna necessità di esasperare gli animi ed arrivare allo scontro finale. Lo perderesti. Cerca, con la tua intelligenza, una exit strategy onorevole e una successione possibile ed auspicabile per gli italiani. Regala qualcosa, tu hai già tanto, forse troppo e il troppo….. Grillo invece, con gli occhi di bragia loro accennando tutti li adagia: e almeno loro, i grillini, hanno tenuto in parlamento un comportamento più dignitoso. E io pago. Io, pago bottiglie di champagne perché, pur avendo avuto la presunzione di avere certezza sull’inconcepibile per la casta: l’elezione di Emma, avevo creduto che fosse l’unica via percorribile nella tempesta perfetta che si sarebbe realizzata e che avevo previsto, l’unica soluzione per non mortificare almeno i cittadini, l’unica possibilità come antidoto ai forconi o alla depressione collettiva.  Non avevo tenuto conto, però, che contro gli stupidi anche gli Dei dichiarano la loro impotenza.

 

Mi sono un po’, forse troppo, allargato con il colore ma confesso che questa volta, oltre alla mia indignazione, il mio ispiratore è stato Travaglio. Troppo godibili e imperdibili le sue sapienti spalate di merda del suo editoriale. Ha poi raggiunto l’apice quando ha messo a nudo le stranote attitudini dei suoi colleghi, cito:  Prepariamoci al pensiero unico di stampa e tv, alla canzone mononota a reti ed edicole unificate. Ne abbiamo avuto i primi assaggi nelle dirette tv, con la staffetta dei signorini grandi firme che magnificavano l'estremo sacrificio dell'Uomo della Provvidenza e del Salvatore della Patria, con lavoretti di bocca e di lingua sulle prostate inerti e gli scroti inanimati delle solite cariatidi. Le famose pompe funebri”

Ho toppato. La prossima scommessa dovrò calibrarla a “prova di stupido” all’ennesima potenza e oramai so su chi testarla.











POLITICA
Travaglio, l'acqua di fogna e l'odore di bucato pulito
7 aprile 2013
           

 

 

È incredibile come per portar acqua al proprio mulino si accetti anche quella delle fogne e ci si metta con la testa sotto con la bocca aperta. Travaglio, inconsapevolmente, ha fatto il più grande endorsement alla Bonino perché se con tutto il suo leggendario saper indagare ha trovato solo ciò che ha scritto nell’articolo, che è contestabile, nelle cose negative,  dalla prima all’ultima parola, ne esce un’immagine anche migliore di quella reale.

Sì, dalla prima accusa: quella di essersi candidata nel ’94 con Forza Italia (la Bonino non è mai stata candidata in Forza Italia bensì nel ’94 nei “Riformatori” perché riteneva, come Aldo Biondi, Martino ecc. che nel centro destra si volesse finalmente fare una rivoluzione liberale, e che bisogno ce ne sarebbe stato!) all’ultima, quella che Radio Radicale incassi i soldi come fosse un finanziamento pubblico dei partiti quando, Radio Radicale, partecipa a un bando di gara per trasmettere le sedute parlamentari e, fuori dagli orari in convenzione, trasmette i congressi di tutti, dico tutti, i partiti; trasmette conferenze, simposi, tavole rotonde su argomenti politici, scientifici, culturali…. (ha mai sentito un cc di pubblicità su R.R.?)e, dulcis in fundo, anche, ogni giovedì sera, Servizio Pubblico, vale a dire anche la voce sua, quella di Travaglio, senza commenti e senza interruzioni  e, quando Santoro interrompe per dare spazio alla pubblicità, Radio Radicale apre i microfoni a chiunque voglia fare commenti, dando a ciascuno 40 secondi di tempo, senza che il conduttore faccia interruzioni o commenti

Questa è la libertà di parola radicale. La tua, Travaglio, questa volta l’hai usata mentendo sapendo di mentire. Oppure sei male informato e, per la tua credibilità, non so cosa sia peggio.

Tra la prima e l’ultima sciocchezza che hai detto, i Radicali sono stati fuori dal parlamento per 10 anni, si sono allontanati sempre più dal centro destra,  proprio perché Berlusconi si allontanava sempre più dal proposito iniziale della rivoluzione liberale, al punto che nel 2006 i Radicali hanno chiesto ospitalità, con la lista Rosa nel Pugno, a Prodi che li ha accettati e ha vinto per 20.000 voti. I Radicali ne valevano un po’ di più. E dopo la caduta del suo governo Prodi è andato al congresso Radicale per dire: “avete mantenuto la parola data: siete stati gli ultimi giapponesi del mio governo”.

Indro Montanelli dei radicali ha scritto: Pannella e i Radicali odorano di bucato pulito. Lui sì di padroni non ne ha mai avuto.  Se ancora lo consideri un tuo maestro onorane la memoria, lascia stare l’acqua di fogna quando parli dei Radicali o quanto meno quando parli di quelli che hanno mantenuto fede ai loro valori e alle lotte che hanno fatto per 50 anni e la Bonino ne è un fulgido esempio.

 

Lo sanno tutti, come fai tu ad ignorarlo?

 

 

 

 

POLITICA
NiKi Vendola, dimettiti da Deputato o il tribunale di Bari ti farà decadere da Presidente.
3 aprile 2013
           

NiKi Vendola, dimettiti da Deputato o il tribunale di Bari ti farà decadere da Presidente. È stato depositato il ricorso.

 

Nicola Magaletti (segretario RadicaliBari) e Michele Macelletti (associato a RadicaliBari), oggi hanno presentato ricorso al tribunale di Bari per fargli sancire l’incompatibilità di Niki Vendola, Presidente della Regione Puglia e Deputato. L’avvocato Giuseppe Polito è l’estensore della c.d. “azione popolare”contro Vendola.

Domani sarà presentato ricorso per i 10 consiglieri.

Si ricorda che dalla data di proclamazione,  il 5 marzo, avevano 10 giorni per scegliere quale carica mantenere, invece trascorso un mese nessuno di loro lo ha ancora fatto.

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA
Il PD, Grillo e la sindrome Afgana.
16 marzo 2013
           

Tra le varie analisi del successo del M5S ritengo che nessuna spieghi adeguatamente il fenomeno come quella che io sintetizzo col termine #sindromeafgana.

 

Le piazze e il web hanno sicuramente dato un grande contribuito al successo del M5S ma sappiamo, quasi con certezza, che il 70% dei consensi in Italia si formano ancora sui canali generalisti della TV.  È opinione diffusa che Grillo non sia andato in televisione ma che sia stata la TV ad andare da Beppe riprendendolo, tra l’altro, non in contradditori ma nei momenti clou dei suoi comizi che sono di grande efficacia comunicativa. Quindi doppio vantaggio.

 

Se questo è vero, come sembra sia vero, c’è da chiedersi come mai ciò sia accaduto. Perché in tutti i talk show: da Santoro a Formigli a Ballarò ecc. hanno fatto questo grande favore a Grillo? Perché la grande stampa ha fatto eco alla TV e viceversa?

 

 

Perché l’intellighenzia (in particolare quella di sinistra), quindi: politici, intellettuali, giornalisti, nomenklatura, sindacalisti, potentati, che in questo caso chiamerei meglio #stupighenzia, è stata colta dalla sindrome afgana. Cos’è?

 

Ricordate quando gli USA hanno sostenuto e irrobustito i mujaheddin in Afganistan per combattere i Sovietici che poi si sono trovati contro? Bene. Gli americani non avevano capito che i mujaheddin non combattevano i sovietici ma gli invasori stranieri: gli infedeli. La stupighenzia ha fatto la medesima cosa ha, di fatto, sostenuto, incoraggiato, corteggiato, strizzato l’occhio a Grillo perché ha coltivato l’illusione che stesse combattendo il potere del Berlusca cosa vera solo per metà.

 

Grillo ha fatto bene il suo mestiere ( e non solo ): la satira irride tutto il potere non solo una parte del potere.  Hanno sperato che Grillo diventasse un comico “organico” così come esiste una pletora di intellettuali “organici”, giornalisti ecc.: tutta la stupighenzia.

 

Perché un intellettuale, un giornalista, un comico, se diventa “organico” non fa più il suo mestiere. (non diciamo cosa fa se no diventa troppo offensivo) Ancora oggi sperano di intrupparlo e si illudono: danno ampia evidenza a Viola con “Sostieni Bersani”, all’appello “Se non ora quando” di Barbara Spinelli & C. a “Facciamolo! “ di Saviano & C. (pure tu Saviano?). Ogni giorno un nuovo appello sulla Repubblica. Ma Grillo non ci può cascare! Tra l’altro non ha più bisogno di cedere alle loro lusinghe perché ha superato la massa critica necessaria per fare da solo, e anche di più.

 

 

Quando si accorgeranno definitivamente dell’abbaglio, dell’errore commesso, accadrà ciò che è accaduto  ai Radicali per 50 anni. I grillini saranno letteralmente massacrati dai mezzi di informazione.

 

 

A me meraviglia che Marco Pannella continui a lamentarsi di essere emarginato dai mass media. Ma cosa pretendeva: ha continuato a spalare merda sulla partitocrazia per 50 anni; ha promosso non uno ma ben tre referendum per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti e, nel ’93, uno ne ha pure vinto; basta che un radicale entri in un consiglio pubblico per sputtanarlo o distruggerlo come è successo per la regione Lazio, lo scorso anno, con i due consiglieri  Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita; e… il libro “La peste italiana” lo narra nei particolari cosa è successo durante la storia radicale. È ovvio che la partitocrazia si sia difesa.

 

Oggi, però, la partitocrazia si trova di fronte a qualcosa di ben più grave: molto di ciò che hanno seminato i radicali l’ha raccolto il M5S e ne ha fatto uno Tsunami.

 

Io sono personalmente molto soddisfatto del successo di Grillo: “Quando sentirai le tue parole sulla bocca del tuo nemico vorrà dire che hai vinto. Se aggiungiamo che Grillo non lo consideriamo un nemico la vittoria è ancora più piena. Di cosa potremmo mai lamentarci. Un argomento per tutti, e sappiamo che ce ne sono molti, il finanziamento pubblico dei partiti: da nostra storica battaglia è diventata sua. Possiamo solo auguraci che da movimento prevalentemente di protesta riesca a diventare di governo per costruire molto e bene. Se ci dovesse riuscire noi potremmo non avere più motivo di esistere e potremo finalmente dedicarci ad altro e… c’è tanto da fare!

 

In molti (solo io) mi considerano ormai una Cassandra, (diciamolo: perché sono addirittura silenziato anche dai radicali), ed è per questo che azzardo la mia ennesima

 

PROFEZIA:

 

Cosa può fare oggi la Partitocrazia per difendersi? Sicuramente preferirebbe avere il 25% dei radicali in parlamento al posto dei grillini perché sono istituzionali per definizione e sono garantisti! Prima ti sputtanano e poi, se cadi in disgrazia, ti difendono con tutte le loro forze, argomentazioni e storia. Ma è troppo tardi, lo Tzunami è partito. O no?

 

Io ritengo che l’unica percorribile chance, per la partitocrazia,  per accogliere il cambiamento senza correre i rischi sui dubbi che il grillismo pone, sia sdoganare finalmente i radicali che sono stati per 50 anni e sono una risorsa riformatrice ma affidabile. Rispettosa del diritto e delle regole. Della libertà e della giustizia. Dei diritti degli ultimi e dei diritti civili di tutti.

 

Che hanno dimostrato negli anni di essere in sintonia con la coscienza della stragrande maggioranza degli italiani su tutti i temi che hanno posto con i referendum, ben 110, e di aver fatto onore all’Italia all’estero con le battaglie vinte: all’ONU sulla moratoria delle pene capitali, all’Aja sull’istituzione del tribunale internazionale sui crimini contro l’umanità, a Strasburgo sulle mutilazioni genitali femminili, in Europa con Emma commissario europeo italiano più stimato.

 

Solo riabilitando i radicali potranno avere una garanzia credibile di cambiamento responsabile, non traumatico. Non possono cambiare la storia ma solo mettersi in sintonia con essa in modo armonico.

 

Sì questa è la mia profezia e il primo segno tangibile sarà l’elezione di Emma Bonino Presidente della Repubblica Italiana.

 

Galassia, associazioni radicali, se la mia profezia dovesse avverarsi… dopo sarà tutta un’altra storia.

 

Visto che siamo ai minimi storici dal ’76, prima di suicidarvi, attendete qualche settimana. Abbiate fede… abbiamo atteso 50 anni!

 

 

 

 

 

POLITICA
Raccolta firme
21 gennaio 2013

 

Consegnata la lista Amnistia Giustizia e libertà per la circoscrizione Puglia corredata da 2.300 firme alla Camera e 2.000 al Senato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA
RadicaliBari
7 gennaio 2013
           

Giovedì 3 gennaio 2013 alle ore 18.00, a Capurso,  si è riunito il primo direttivo della Bruno Leoni Club.

Si è dovuto prendere atto che il rilancio dell’associazione, inattiva da tempo imprecisato, presentava diverse difficoltà. La mancanza della documentazione ufficiale: atto costitutivo, codice fiscale, verbali di assemblea, unitamente ad un improvviso oscuramento del sito www.brunoleoniclub.it , ha indotto i presenti, all’unanimità, a desistere dal proseguire in tale intento e ad optare per la costituzione di una nuova associazione radicale barese.

 

Sabato 5 gennaio 2013 alle ore 18.00, a Bari,  in via Pizzoli, 48 si è costituita l’associazione RadicaliBari.


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permalink | inviato da nicolax2 il 7/1/2013 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Assemblea 2012 Bruno Leoni Club
28 dicembre 2012
           

Assemblea annuale dell’Associazione Bruno Leoni Club aderente a Radicali Italiani

 

In data 27 dicembre 2012, alle ore 18.00, in via Pizzoli n.48, a Bari, si è tenuta l’assemblea annuale dell’associazione Bruno Leoni Club.

Sono intervenuti:

1)      Aldo Biagini Majani               Segretario

2)      Pasquale Marino                   Tesoriere

3)      Nicola Magaletti

4)      Francesco Mastroviti

5)      Daniela De Palo

6)      Beppe Masiello

7)      Mario Regina

8)      Donato Volpicella

9)      Giuseppe Simone

Dopo ampio dibattito da parte di tutti i presenti la maggioranza, sette su nove, ha ribadito il proposito di rilanciare la presenza attiva di una associazione radicale barese tramite l’adesione all’Associazione Bruno Leoni Club; a tale proposito si è conferito valore di mozione generale.

Si è quindi proceduto alla riscossione delle quote associative per l’anno in corso e alla elezione, da parte degli iscritti, del Segretario Nicola Magaletti, del Tesoriere Francesco Mastroviti e del consiglio direttivo nelle persone di Daniela De Palo come Segretario Organizzativo con il compito, in particolare, di curare l’ufficio stampa e la comunicazione esterna, Beppe Masiello responsabile del sito Webla comunicazione estererale. ale barese tramite l' , Francesco Mastroviti resposabile, ad interim, dell’attività on line e Aldo Biagini Majani, ad onorem, con funzioni rappresentative.

 

Il Segretario

Nicola Magaletti

 

 

 

 

 

 

POLITICA
#iostoconmarco
20 dicembre 2012

 

           

COMUNICATO STAMPA

con preghiera di pubblicazione e massima diffusione

I Radicali a Bari riavviano una stagione di dialogo e attivismo

#iostoconmarco

 

BARI.

 

Il primo appuntamento per la ripresa di una stagione di attivismo radicale laico liberale e liberista, fissato per venerdì 21 dicembre alle ore 10.00, alle porte della sede del Consiglio Regionale Pugliese, vuole rappresentare al governo l’urgenza di una legge che favorisca l’uso della cannabis terapeutica, per portare il corpo del malato al cuore della politica. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Maria Teresa Di Lascia e Luca Coscioni di Foggia, e rientra a pieno titolo nell’agenda dei radicali baresi. Nell’ottica di un processo inclusivo è importante unirsi alla protesta per partecipare le sofferenze ed il dolore dei malati di SLA, HIV glaucoma ed altre patologie croniche per i quali i farmaci cannabinoidi rappresentano una terapia valida; l’invito è rivolto altresì a tutti coloro che superano i limiti di una mentalità bigotta e retrograda i quali riescano ad ammettere che tali farmaci vanno davvero considerati una cura possibile, ma purtroppo non ancora accessibile in Puglia.

 

Subito poi, sabato 22 dicembre, alle ore 18.30 è convocata la prima riunione del neo costituito comitato promotore radicale barese, ospitata all’interno della annuale assemblea degli iscritti dell’Associazione radicale barese Bruno Leoni Club presso la sede de “Il Calamaio” in via Pizzoli 48, nei pressi di Piazza Garibaldi a Bari. Oggetto dell’incontro è il rilancio del dibattito sull’organizzazione politica e sui temi che più stanno a cuore alle anime appartenenti la galassia radicale. E’ una resistenza che si concretizza in assemblee, azioni non violente, iniziative incontri e dibattiti politici e culturali, ispirati dall’einaudiano “Conoscere per deliberare”, al fine di rafforzare la consapevolezza dei singoli rispetto alla più nobile e alta tra le attività dell’uomo, elevando le coscienze attraverso il dialogo edificante, qualificato, costruttivo in cui ci si possa riconoscere e per mezzo del quale si possano condividere idee, visioni e soluzioni per il governo della città e del Paese, in Europa.

 

Twitting #iostoconmarco

 

Rif. Daniela de Palo

Tel: 333 6809984

FB: facebook.com/groups/radicalibari

 

 

 

 

 

 

 

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