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POLITICA
Contributo al dibattito precongressuale di Radicali Italiani
29 ottobre 2015

Abolizione del denaro contante


Seguo da trent'anni il tema dell’abolizione del denaro contante, da oltre venti pubblicamente. Finalmente sembra essere arrivato il momento di affrontarlo seriamente e in concreto anche in Italia.

Il tema è caldo, oserei dire scottante, e lo sarà sempre più nei prossimi mesi.

In Italia il governo Renzi ha deciso di elevare a 3.000 euro la quota di contanti con cui è possibile fare pagamenti cash. In direzione opposta si stanno muovendo i Paesi scandinavi che da tempo stanno eliminando di fatto il denaro contante. Già oggi in Svezia gli autobus non accettano pagamenti in contanti; da gennaio 2016 in Danimarca il  contante sarà abolito per legge.

Gli italiani sembrano aver capito che l’abolizione del denaro contante, quindi la tracciabilità totale delle transazioni, non è più solo un’opzione possibile ma una scelta obbligata, che sta già diventando realtà in Paesi più civili del nostro, per garantire una società basata sulla legalità e la trasparenza.

Oltre il 60% degli italiani sono favorevoli, la percentuale sale al 65% se  consideriamo anche gli indecisi. Si arriva addirittura al 70% con i giovani tra i 19 e 24 anni, i laureati e i detentori di reddito medio alto (fonte Isfol Plus 2014).

 

Come Radicali abbiamo una occasione unica: essere la prima forza politica che decide di schierarsi apertamente per la tracciabilità totale delle transazioni, confermando la tradizionale posizione d’avanguardia nell’ambito del riformismo italiano ed europeo. 

L’ho più volte auspicato in Congressi passati di Radicali Italiani, in Comitati Nazionali, ora è arrivato il momento della conta: presenterò una mozione particolare sull’argomento.



Con la moneta si è superato il baratto ed è stata un grande motore di sviluppo. Oggi al contrario è diventata un freno per un’economia più avanzata e razionale, che ha come necessario presupposto la legalità, favorita - appunto - dalle transazioni tracciabili. Un tempo nel Far West si girava con addosso un’arma così come noi oggi possiamo girare con pacchi di soldi, fino a 3.000 euro per singola transazione. Lo trovo semplicemente scomodo, inopportuno, pericoloso e persino ridicolo. L’assennatezza vorrebbe che fossero totalmente eliminati entrambi: armi e soldi; l’umanità ragionevole ha bisogno di ben altro da portarsi addosso.

La libertà di scelta dei cittadini non viene in alcun modo limitata. Questa è l’obiezione che più frequentemente mi è stata mossa dai radicali storici, meno o per nulla tra i più giovani: che come libertari non potevamo costringere in maniera forzosa ad adottare un solo sistema di pagamento. In realtà ciò che propongo non limita in alcun modo la libertà di scelta perché il denaro, in quanto unità di conto e porta valore nel tempo e nello spazio, mantiene integre le sue caratteristiche sia in forma di banconote che di moneta elettronica. Far uso dell’uno, dell’altro o di altro ancora che abbia le medesime caratteristiche, è soltanto una convenzione che la società si dà ed è auspicabile che sia quella più idonea all’obiettivo che si pone. Possibilmente quello del bene comune, e i Paesi scandinavi lo stanno indicando con chiarezza.


La privacy, altro argomento fondamentale. Sarà garantita, per chi opera nella legalità, in misura anche maggiore di quella odierna. Il controllo verrà esercitato, sui privati cittadini, esclusivamente sul fronte delle entrate e non su quello delle spese, che resteranno rigorosamente libere e non controllabili. Per intenderci: neppure chi esercita la potestà genitoriale avrà la possibilità di controllare le  uscite del borsellino elettronico del figlio minorenne.


Un vantaggio ulteriore: sarebbe la prima reale azione capace di far emergere l’economia sommersa. Per le casse dello Stato italiano  significherebbe maggiori introiti per un valore annuo oscillante, secondo le stime, dai 100 ai 250 miliardi di euro. In pochi anni, risolveremmo i problemi legati allo spaventoso debito pubblico. Nel migliore dei casi, non improbabile, in quattro anni diventeremmo da fanalino di coda il paese più virtuoso d’Europa. Sostituire il registratore di cassa con un POS non è sufficiente a cancellare evasione fiscale, corruzione e malaffare, ma insieme ad altre misure parzialmente già in atto - eliminare i paradisi fiscali, contenere i deliri della finanza creativa, riallineare la finanza all’economia reale - sicuramente ci porta nella direzione giusta.


E’ funzionale alla legalizzazione di attività attualmente ipocritamente clandestine. Prostituzione, vendita di stupefacenti, tutti i tipi di lavoro nero, secondo lavoro, compensi occasionali leciti e non. Anche queste legalizzazioni, a cui noi radicali siamo particolarmente sensibili, sono già nell’aria in diversi Stati e Parlamenti e anche, come ben sappiamo, nel nostro. C’è una convergenza culturale sulla legalità non più solo declamata, ma concretamente attuabile ed attuata. 

Tutti noi radicali siamo stati avanguardia in molte battaglie civili. Vi chiedo di esserlo anche su questa, che fino ad oggi, anzi spero solo fino a ieri, ho affrontato da visionario di minoranza.


Alziamo questa bandiera, scegliamo di essere il primo partito politico italiano ad abbracciare senza riserve questo progetto di civiltà e progresso.



















POLITICA
Abolizione del denaro contante
20 dicembre 2014



Esattamente ventuno anni fa gli italiani sentirono parlare in televisione per la prima volta di abolizione del denaro contante; ovvero della tracciabilità delle transazioni.


Avvenne il 20 dicembre 1993 in una puntata del Maurizio Costanzo Show.


Uno sconosciuto, io, ebbe il coraggio di affrontare le prevedibili burle di chi non aveva capito nulla di ciò che sarebbe avvenuto nel futuro.


Rivedere la trasmissione - il mio intervento dura pochi minuti - è di grande interesse per capire quanto sia cambiata la nostra società. Come eravamo fatti e cosa pensavamo venti anni fa e come siamo oggi. Dico eravamo ma dovrei dire erano, mi riferisco soprattutto alla nostra intellighenzia



http://youtu.be/Y6ZfaS1Wd7o



Quanto affermavo - oggi sembrerebbe banale in quanto molto è già avvenuto o comunque si capisce che il tutto primo o poi avverrà - era talmente impensabile che… il più famoso, anzi allora era il primo e l’unico, giornalista e conduttore di talk show dopo aver inutilmente cercato di cogliermi in fallo mi domandò sornione: Magaletti, da uno a mille, che percentuali di successo prevede?


L’occhietto con cui mi guardava era come al solito “furbo” e riguardandolo oggi ci si potrebbe chiedere: ma se lui era il migliore, a chi abbiamo affidato i nostri media in questi vent’anni? La risposta la sappiamo: a quella informazione che è la prima responsabile del baratro in cui si trova l’Italia che, prima di essere finanziario, politico, istituzionale, ecc. è culturale.


Quando nel 2009 ho scritto un pamphlet che riguardava anche questo argomento: “La bibbia dell’aspirante cittadino”, ho chiesto al Costanzo se voleva partecipare alla presentazione del libro che avrei fatto a Roma come testimone o testimonial, ma ho fatto uno sbaglio: gli ho inviato il video come promemoria. L’ha visto e ovviamente ha rifiutato; non ci avrebbe fatto una gran bella figura.


Qualche anno fa, nel 2012, è venuto il turno della Gabanelli - l’attuale mostro sacro, anche candidato alla presidenza della repubblica delle banane - che è stata fulminata sulla via di Damasco dalla abolizione del denaro contante. Trasmissioni, questa volta su Report; il Corriere della Sera non negava intere pagine sull’argomento a una tal prestigiosa firma; sembrava la Giovanna d’Arco della tracciabilità. Scrisse anche un appello sul Corriere: sarebbe bello se un economista mi sostenesse in questa divulgazione.  


Io che nel frattempo - vent’anni - mi ero laureato in economia, mi ero continuato ad interessare dell’argomento leggendo di tutto, discutendo, scrivendo, gli ho inviato una mail dando la mia disponibilità, in considerazione delle competenze acquisite, ma ho fatto uno sbaglio: gli ho detto tutto e che cioè erano vent’anni che ne discutevo anche sui mass media. Ohibò… Risposta? Silenzio. 


Di fatto l’ho informata che aveva scoperto l’acqua calda.


Da grande servizio d’inchiesta 

il tutto si sarebbe trasformato in una desueta minestra: 

la ribollita.


Perché scrivo oggi questo? Perché tutto, come previsto, si sta avverando ma… senza le indispensabili accortezze che potrebbero trasformare un sogno in un incubo


E io, e forse solo io, posso dire di saperne qualcosa.



Perché un sogno? Perché posso dimostrare che questa misura varrebbe per l’Italia 250 miliardi di euro l’anno. Vale a dire che in due anni da fanalino di coda diventeremo il paese più virtuoso d’Europa. Fine della crisi, fine della disperazione per tanti, troppi italiani.


Perché un incubo?  Perché senza i preventivi e necessari accorgimenti il nostro paese diventerebbe peggio di uno stato di polizia, qualcosa di simile ad Orwell 1984. Gestiti poi da questi politici, questi giornalisti, questi amministratori… forse anche peggio.





P.S. Ci sarebbe anche dell’altro di veramente innovativo e di incredibile interesse ma se ve ne parlassi vi mettereste a ridere, mi sbeffeggiereste. 


Non siete pronti. 


Io l’ho scritto. 


Ne riparliamo tra altri vent’anni.






























  




POLITICA
VERAMENTE INNOVATIVO e RIVOLUZIONARIO
9 novembre 2011
           

Se volete vedere qualcosa di VERAMENTE INNOVATIVO e RIVOLUZIONARIO gustatevi questa primizia.

 

http://www.youtube.com/watch?v=RnkHr6a9M-o

 

 

Quando trent’anni fa per primo parlai della TRACCIABILIT A  del denaro e quindi dell’abolizione della carta moneta mi presero per un marziano. Oggi è una realtà. E tanti ( intellettuali, economisti, politici ) veri buffoni di allora ne sono diventati, da un po’ di anni, dei sostenitori.

Oggi vi indico l’unica vera soluzione possibile all’attuale crisi finanziaria. 

Non fatemi aspettare altri trenta anni per darmi ragione. Ne ha bisogno la Grecia, l’Italia e… tutti. Proprio come allora per la Tracciabilità cerco delle obiezioni sulla Finanza. Io so che non ce ne sono ma siete voi, Beoti, che per convincervene avete bisogno di legnate sui denti e di tempi giurassici per comprendere ciò che a me, visionario, è evidente oggi.

 

 

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