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POLITICA
CNL Radicale Democratico
30 novembre 2009

 

 

Sono Nicola Magaletti iscritto al Partito Radicale da circa venti anni e, dopo una pausa di due, tre, mi sono riavvicinato ai radicali il 28 febbraio 2009 al VII congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito sulla base dello slogan/appello " e ora lotta di liberazione democratica dell'Italia dall'infame regime partitocratico" .

Mi son detto: più che dirle, Marco le cose le ha sempre fatte e finalmente ha deciso di caricare a testa bassa. A queste condizioni voglio esserci, voglio dare il mio apporto. Ho partecipato al congresso e ho fatto un mio intervento.

In breve: ho sostenuto che con solo mille iscritti il proposito congressuale fosse velleitario e che dovevamo radicarci sul territorio in modo leggero ed innovativo e presentarci a tutte le consultazioni elettorali, quindi oltre alle europee e alle politiche a quelle regionali, provinciali e comunali con progetti radicali per evitare di diventare un partito delle poltrone. Ho fatto degli esempi. Sopratutto ho proposto di far diventare il partito radicale un partito democratico invece che carismatico e che quella fosse l'unica e doverosa via per tramutare gli ampi consensi che abbiamo da sessanta anni sulle nostre iniziative in consensi elettorali.

Alla fine del congresso mi aspettavo una mozione, un programma di azione, un orientamento a chi aveva risposto a quell'appello. Nulla di più errato. La mozione, ha detto Marco, è data dalla qualità degli interventi. Se lo avessi saputo prima il congresso lo avrei seguito da Radio Radicale; forse.

Morale: quello che mi aveva attratto non era un appello ma solo uno slogan.

Bene. Non ricordo chi ha affermato: "se una persona non è disposta a combattere per le proprie idee o non è una buona persona o non ha delle buone idee". 

Io spero che questo slogan diventi un appello. Un appello vero per tutti coloro che si identificano nella nobiltà delle lotte radicali e che ritengono che siano non una, ma la risposta alla crisi sociale e civile che stiamo vivendo e che solo con una partecipazione democratica quelle lotte, quelle tematiche, possano aggregare quell'ampio consenso che abbiamo nella società civile, per costituire un Comitato Nazionale di Liberazione Radicale e Democratico dall'infame regime partitocratico che ammorba l'Italia da sessanta anni.

Ho partecipato, il 12 novembre, al congresso dei Radicali Italiani ed ho scoperto che questo mio sentire è condiviso da molti compagni e da molte di quelle 750.000 persone che ci hanno votato alle elezioni europee alle quali ho chiesto di inviarmi una mail, durante il mio intervento, trasmesso da Radio Radicale.  

A questo punto non posso nè voglio sottrarmi. Nel tempo libero che mi lascia la mia attività di Consulente di direzione e organizzazione, ho deciso di impegnarmi su questo progetto. Ho riattivato facebook, oggi ho aperto questo blog, risponderò a tutte le mail ricevute, cercherò di contattare i compagni radicali sensibili all'argomento, le 750.000 persone che ci hanno votato alle europee e quei milioni che, interpellati sui nostri quesiti referendari o sulle varie tematiche radicali, sono stati addirittura la maggioranza degli italiani. 

Con questa dichiarazione pubblica, per me, e attualmente solo per me, è nato il CNL Radicale Democratico. Per farlo diventare realtà ho bisogno di tutti coloro che si identificano in questa idea ed ho bisogno della loro partecipazione attiva affinché fin dai primi giorni si sviluppi nel modo più democratico possibile.

Il CNL Radicale Democratico non nasce contro il Partito Radicale ma per dare al PR quella forza elettorale e quella partecipazione di massa che, nonostante le sue battaglie politiche, non è mai riuscito ad ottenere. Ma sopratutto per iniziare, con chiunque ci stia, una vera lotta di liberazione democratica dalla partitocrazia.

e ora lotta di liberazione democratica dell'Italia dall'infame regime partitocratico

Non è uno slogan è un appello

 Nicola

 

 

 

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