.
Annunci online

Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


Ho visto una città unita
9 settembre 2013
           

Oggi, in Cattedrale, si sono celebrati i funerali di Paola Labriola; la psichiatra uccisa nel Centro di salute mentale del quartiere Libertà.

Si dice che le cattedrali cattoliche siano vuote: oggi era piena. Piena come la notte di Natale. Piena di gente composta che sentiva un dovere: quello di esserci.

È la prima volta che ho visto tanti baresi uniti. Le divisioni, le fazioni, gli odi, i rancori, i rumori avevano lasciato il posto all’attenzione, alla compassione verso una persona per bene. Con chi prendersela poi? Col mostro, vittima anch’esso della sua follia? Con le istituzioni? Ci sarà tempo e modo ma oggi, oggi Paola ci ha fatto riflettere su quanto alcuni fanno e quanto molti, troppi non se ne accorgano. Lei era una che ci credeva e faceva sul serio e oggi possiamo dire… fino al martirio. Quelle cinquanta coltellate inferte sul suo corpo sono un severo monito ai distratti, a chi non ha mai voluto interessarsi dei problemi che Paola doveva e voleva affrontare e a quelli di Vincenzo Poliseno, il suo carnefice.

Ho rivisto una persona “speciale”… che piangeva come un agnellino, di quel pianto che non troverà presto consolazione, e poi… all’opposto, un tipo che non ricordavo certo per la sua sensibilità che, invece, mi si è avvicinato e con aria smarrita mi ha detto: mia moglie dieci anni fa aveva dei problemi e ha avuto la fortuna di incontrare Paola: l’ha salvata.

Durante l’omelia mai citazione fu più appropriata: “per fare un bambino basta una coppia, per fare un uomo ci vuole tutto il villaggio”

Quel villaggio oggi in Cattedrale c’era.

 

 

 

 

 

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Paola Labriola

permalink | inviato da nicolax2 il 9/9/2013 alle 23:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Zeta: torpore delle coscienze
28 maggio 2013

 

           

Era da tanto che avevo deciso di non guardare più le trasmissioni di Gad Lerner ma venerdì, dopo aver visto l’ultima, meravigliosa, puntata di Crozza, la televisione era rimasta su quel canale, La7, e passandoci davanti ho visto un ospite di Gad, Imen Ben Mohamed, che mi aveva ricevuto a settembre nel parlamento Tunisino.

 

L’argomento della trasmissione era quello di Amina Tyler, la ragazza  di 19 anni, che si era denudata a Tunisi, e quindi l’uso del corpo come strumento per portare avanti le proprie idee, i propri ideali. Quindi, tutti insieme, analizzati i martiri che  fanno esplodere il proprio corpo, Dominique Venner che si suicida nella cattedrale di Notre Dame, le donne che si velano integralmente in Tunisia, contro la propria tradizione,  e quelle che si svelano, che si denudano come Amina. E poi Inna Schevchenko di 22 anni, ucraina, leader del movimento Femen; quello delle tette al vento e delle scritte sui corpi nudi per intenderci.

Come non parlare di Buazizi, l’eroe tunisino, che dando fuoco al proprio corpo ha infuocato le coscienze tunisine dando l’avvio alla rivoluzione dei gelsomini e alle primavere arabe in tutto il nord africa.

 

Ma… cosa manca? Dov’è, come al solito nelle trasmissioni di Gad, la mistificazione?

 

E i 118 Tibetani che dal 2009 si sono dati fuoco per protestare contro l’occupazione cinese del Tibet? Ci accontentiamo della attualità da rotocalco? Le ultime tre immolazioni sono avvenute ad aprile! Quando sono tante non fanno più notizia; sono come gli scioperi della fame di Pannella: noiose. Due tette al vento invece….

E in Siria? Amina sarebbe ambasciatrice di alcunché?

Perché Mohamed Bouazizi ha dato fuoco al suo corpo? Qual’è la notizia, significativa, che in occidente non è passata? Forse la più rivelatrice?

 

Proprio a settembre, in Tunisia, una coppietta si era appartata in auto e tre poliziotti avevano sorpreso i due e abusato del loro potere. Mentre il ragazzo andava con un milite a ritirare dei soldi dal bancomat per rabbonire la pattuglia, gli altri due verificavano la verginità della ragazza. L’hanno stuprata. Ma non era questa la notizia bensì il fatto che la ragazza li abbia denunciati. Sembra che prima della rivoluzione ciò non si facesse e che il test della verginità fosse un fringe benefit della polizia; il giornale parlava di 30.000 casi coperti dall’omertà. Come in Italia i privilegi dei potenti hanno permeato tutta la società al punto che ne ha abusato chiunque abbia potuto, così il tiranno Ben Alì aveva permeato di violenza e abusi tutta la piramide sociale tunisina e Buazizi aveva detto basta e il fuoco sul suo corpo aveva trovato facile propagazione sulla paglia arsa delle coscienze tunisine esasperate. Quelli sì erano i corpi usati e violentati nel silenzio, nella vergogna dei singoli in una società apparentemente puritana, nel rancore che chiede vendetta quando la giustizia non esiste, non quello di Amina; piuttosto quello dei Tibetani… nel silenzio internazionale.

 

Le fazioni si combattono in Tunisia e lo fanno sempre più, fino all’assassinio di Chokri Belaid avvenuto il 6 febbraio ed ai recenti scontri di piazza. Le fazioni cercano di prevalere l’una sull’altra e la costituzione non vede la luce perché nessuno vuole rinunciare ai suoi principi. Tutti si stanno scordando di Buazizi e del motivo della sua immolazione.

 

Invano cercai di far capire ad Imen Ben Mohamed che gli uni dovevano rinunciare all’ispirazione della sharia e gli altri a quella dei diritti umani. Il denominatore comune da cui far germogliare una costituzione che facesse da faro, anche per i paesi occidentali, c’era ed era luminosissimo. Ma entrambe le fazioni erano oramai sorde.

 

Chi mi capiva, ed erano i più, erano distanti da quel parlamento e da chi stava cercando di conquistare il potere e da chi fa la televisione. Era gente comune, gente semplice, era gente giovanissima che guardava con speranza al proprio futuro, forse, proprio come Buazizi. 

 

 

 

CULTURA
Un birillo al centro del porto di Genova in attesa della sua palla da bowling #jollynero
9 maggio 2013

 

La cosa che a nessuno può essere sfuggita è che la torre dei piloti del porto di Genova era situata proprio allo spigolo estremo dello stabile marittimo proprio dove oltre 6.000 enormi pachidermi transitano ogni anno per le loro operazioni di ormeggio.

Questo fallo che svettava alto nel cielo, con tanto di enorme glande sulla punta, era, di per sé, una sfida a chi quei pachidermi li doveva manovrare in quegli spazi angusti: se solo mi tocchi, come dimostra la poppa della Jolly Nero praticamente intatta, vado giù come un birillo.

Sulle banchine ci sono paraurti, respingenti e, se proprio una nave tocca, si fa male lei perché le banchine portuali si fanno fin dai tempi dei romani ed anche prima: si sa che può succedere e si costruiscono di conseguenza. La torre dei piloti invece, molto bella da vedersi, sarà stata progettata da qualche bravo architetto, a Genova ce ne sono, vedi Renzo Piano, che a tutto ha badato fuori che alla funzionalità. Sarebbe bastato voltare le spalle e osservare il simbolo di Genova: il Faro; e quando lo butti giù quello! A distanza dal mare con una grande base e, quando sono vicini: frangi flutti, protezioni varie, ma la nostra Torre non ne aveva alcun bisogno: nella mente dell’architetto.

Se l’avesse progettata il acciaio, si sa, l’acciaio è elastico: la botta della Jolly Nero l’avrebbe fatta vibrare un po’ e poi… tutto a posto. Il cemento invece lavora bene a compressione, quindi garantisce la staticità, ma lavora malissimo, anzi, non lavora per niente, alla trazione o al taglio. Il cemento armato corregge il problema ma non lo risolve del tutto. In sintesi: se gli dai una bella botta laterale va giù come un birillo. Cosa che è puntualmente successa.

La procura avrà aperto un fascicolo e si andrà a vedere se proprio a quell’ora il comandante o il pilota stava parlando al telefonino e, se lo accerteranno, li metteranno ai ferri con tanto di gogna mediatica: tutti stanno alla caccia del mostro. Analizzeranno la scatola nera e vedranno se qualche telecamera vagante ha ripreso uno dei due sul ponte in compagnia femminile o a bere spavaldamente un drink. Se così fosse li impaleranno con un qualcosa di simile alla stupida torre.

Magistrati, poliziotti, assicuratori, investigatori, Sherlock Holmes da strapazzo il problema unico e vero era l’esistenza di uno stupido birillo situato allo spigolo più spigolo del porto di Genova in monotona attesa della sua palla da bowling .

È capitato alla Jolly Nero ma poteva capitare anche alla Due di Coppe che, notoriamente, non serve ad alcunché tranne che, se si fosse trovata al suo posto, a buttar giù uno stupido birillo situato allo spigolo più spigolo del porto di Genova.

 

 

 

POLITICA
RadicaliBari Blog
13 gennaio 2013

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. RadicaliBari

permalink | inviato da nicolax2 il 13/1/2013 alle 23:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
RadicaliBari
7 gennaio 2013
           

Giovedì 3 gennaio 2013 alle ore 18.00, a Capurso,  si è riunito il primo direttivo della Bruno Leoni Club.

Si è dovuto prendere atto che il rilancio dell’associazione, inattiva da tempo imprecisato, presentava diverse difficoltà. La mancanza della documentazione ufficiale: atto costitutivo, codice fiscale, verbali di assemblea, unitamente ad un improvviso oscuramento del sito www.brunoleoniclub.it , ha indotto i presenti, all’unanimità, a desistere dal proseguire in tale intento e ad optare per la costituzione di una nuova associazione radicale barese.

 

Sabato 5 gennaio 2013 alle ore 18.00, a Bari,  in via Pizzoli, 48 si è costituita l’associazione RadicaliBari.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bari radicali brunoleoniclub

permalink | inviato da nicolax2 il 7/1/2013 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
#iostoconemma
30 dicembre 2012

Come appartenente ai #radicali #iostoconmarco per affetto, col cuore; #iostoconemma per razionalità, con la mente.

La campagna amnistia, giustizia e libertà la condividiamo tutti ma concentrare su di essa la campagna elettorale è un suicidio collettivo che mi ricorda i lemming.

Impostare una “lista di scopo” per le politiche è un non senso per i motivi che ha ben evidenziato Leonardo Johnson Scandola sul gruppo  fb: Forum radicale (inufficiale). http://www.facebook.com/home.php?#!/groups/forumradicale/

 Tutte le associazioni radicali sono pronte a raccogliere le firme per sostenere una tema su cui credono ma che considerano poco adatto alle elezioni politiche: raggiunto l’obiettivo, ammesso che si raggiunga, come si concilia l’attività delle personalità che hanno aderito all’appello con i temi radicali? Un esempio per tutti: come si conciliano le posizioni di un movimento anticlericale con un Amicone?

E allora che fare? Una proposta l’avrei e la ritengo di grande coerenza con la nostra storia, i nostri valori e i nostri programmi:

Ora sarebbe il vero momento per raccogliere le firme su:

Emma for president

Con lo slogan: amatemi di meno votatemi di più.

Il programma sarebbe facilmente comunicabile:

Al primo punto: amnistia, riforma della giustizia. Al secondo agenda Monti che è poi, lo dice oggi Scalfari sulla Repubblica, quasi l’agenda Bersani.

L’eventuale raggiungimento del quorum, o un risultato ancora più pieno, indicherebbe con chiarezza il Premier: Monti e il Presidente della Repubblica che tutti gli italiani desidererebbero:Emma.

Una donna, per la prima volta; un commissario europeo (all’epoca) ancora più apprezzato, a livello internazionale, di Monti; una persona che ha dato grande prestigio all’Italia sulla Politica Alta: l’ultimo successo è la Risoluzione dell’ONU sulle mutilazioni genitali femminili; ecc.;Tutti argomenti talmente forti che pochi competitor potrebbero  vantare.

E allora?  #iostoconmarco per affetto, col cuore; #iostoconemma razionalmente, con la mente.

Siamo ancora in tempo: invertiamo la rotta!

 

 

 

 

POLITICA
Assemblea 2012 Bruno Leoni Club
28 dicembre 2012
           

Assemblea annuale dell’Associazione Bruno Leoni Club aderente a Radicali Italiani

 

In data 27 dicembre 2012, alle ore 18.00, in via Pizzoli n.48, a Bari, si è tenuta l’assemblea annuale dell’associazione Bruno Leoni Club.

Sono intervenuti:

1)      Aldo Biagini Majani               Segretario

2)      Pasquale Marino                   Tesoriere

3)      Nicola Magaletti

4)      Francesco Mastroviti

5)      Daniela De Palo

6)      Beppe Masiello

7)      Mario Regina

8)      Donato Volpicella

9)      Giuseppe Simone

Dopo ampio dibattito da parte di tutti i presenti la maggioranza, sette su nove, ha ribadito il proposito di rilanciare la presenza attiva di una associazione radicale barese tramite l’adesione all’Associazione Bruno Leoni Club; a tale proposito si è conferito valore di mozione generale.

Si è quindi proceduto alla riscossione delle quote associative per l’anno in corso e alla elezione, da parte degli iscritti, del Segretario Nicola Magaletti, del Tesoriere Francesco Mastroviti e del consiglio direttivo nelle persone di Daniela De Palo come Segretario Organizzativo con il compito, in particolare, di curare l’ufficio stampa e la comunicazione esterna, Beppe Masiello responsabile del sito Webla comunicazione estererale. ale barese tramite l' , Francesco Mastroviti resposabile, ad interim, dell’attività on line e Aldo Biagini Majani, ad onorem, con funzioni rappresentative.

 

Il Segretario

Nicola Magaletti

 

 

 

 

 

 

POLITICA
Convocazione assemblea Bruno Leoni Club
26 dicembre 2012
           

Convocazione assemblea annuale dell’associazione Bruno Leoni Club.



In data 22 dicembre 2012 si sono riuniti, come da comunicazione fatta da Nicola Magaletti ai simpatizzanti radicali baresi che successivamente Daniela De Palo ha esteso a tutta la cittadinanza, i seguenti compagni:

1) Aldo Biagini Majani                   Segretario Bruno Leoni Club
2) Pasquale Marino                        Tesoriere Bruno Leoni Club
3) Nicola Magaletti                         Promotore comitato radicale
4) Daniela De Palo                          Ufficio stampa comitato radicale
5) Francesco Mastroviti                Social network comitato radicale
6) Beppe Masiello                          Simpatizzante radicale

I presenti hanno ribadito il desiderio di rilanciare la presenza attiva di una associazione radicale barese e, tra le diverse opzioni possibili, si è convenuto che l'adesione all’Associazione Bruno Leoni Club, già riconosciuta da Radicali Italiani, è quella preferibile e più facilmente praticabile.

All’uopo, in qualità di Segretario in carica, indico per giovedì 27 dicembre 2012, alle ore 18.00, presso la sede dell’associazione Il Calamaio, in via Pizzoli, 48 (nei pressi di piazza Garibaldi – Liceo “Orazio Flacco”) l’assemblea annuale dell' associazione Bruno Leoni Club prevista dall’art.7 dello statuto fra il 1° novembre e il 30 dicembre di ogni anno.


“L’Assemblea degli Iscritti stabilisce gli orientamenti e l’indirizzo politico annuale dell’Associazione, approva il bilancio, delibera sulla quota minima di iscrizione per l’anno successivo, provvede all’approvazione dello Statuto e all’elezione del Segretario, del Tesoriere e dei componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione.”


Il Segretario                                                                      Il Tesoriere
Aldo Biagini Majani                                                        Pasquale Marino

 



P.S. Inoltra la presente mail a tutti coloro che ritieni siano interessati alle iniziative Radicali e piu'  generalmente alle politiche Liberali, Liberiste e Libertarie.

POLITICA
#iostoconmarco
20 dicembre 2012

 

           

COMUNICATO STAMPA

con preghiera di pubblicazione e massima diffusione

I Radicali a Bari riavviano una stagione di dialogo e attivismo

#iostoconmarco

 

BARI.

 

Il primo appuntamento per la ripresa di una stagione di attivismo radicale laico liberale e liberista, fissato per venerdì 21 dicembre alle ore 10.00, alle porte della sede del Consiglio Regionale Pugliese, vuole rappresentare al governo l’urgenza di una legge che favorisca l’uso della cannabis terapeutica, per portare il corpo del malato al cuore della politica. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Maria Teresa Di Lascia e Luca Coscioni di Foggia, e rientra a pieno titolo nell’agenda dei radicali baresi. Nell’ottica di un processo inclusivo è importante unirsi alla protesta per partecipare le sofferenze ed il dolore dei malati di SLA, HIV glaucoma ed altre patologie croniche per i quali i farmaci cannabinoidi rappresentano una terapia valida; l’invito è rivolto altresì a tutti coloro che superano i limiti di una mentalità bigotta e retrograda i quali riescano ad ammettere che tali farmaci vanno davvero considerati una cura possibile, ma purtroppo non ancora accessibile in Puglia.

 

Subito poi, sabato 22 dicembre, alle ore 18.30 è convocata la prima riunione del neo costituito comitato promotore radicale barese, ospitata all’interno della annuale assemblea degli iscritti dell’Associazione radicale barese Bruno Leoni Club presso la sede de “Il Calamaio” in via Pizzoli 48, nei pressi di Piazza Garibaldi a Bari. Oggetto dell’incontro è il rilancio del dibattito sull’organizzazione politica e sui temi che più stanno a cuore alle anime appartenenti la galassia radicale. E’ una resistenza che si concretizza in assemblee, azioni non violente, iniziative incontri e dibattiti politici e culturali, ispirati dall’einaudiano “Conoscere per deliberare”, al fine di rafforzare la consapevolezza dei singoli rispetto alla più nobile e alta tra le attività dell’uomo, elevando le coscienze attraverso il dialogo edificante, qualificato, costruttivo in cui ci si possa riconoscere e per mezzo del quale si possano condividere idee, visioni e soluzioni per il governo della città e del Paese, in Europa.

 

Twitting #iostoconmarco

 

Rif. Daniela de Palo

Tel: 333 6809984

FB: facebook.com/groups/radicalibari

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA
La risposta fra tre giorni
10 dicembre 2012
           

 

Sono spiacente per i suoi fans ma Monti il “meglio” di sé l’ha ormai dato; così come Napolitano; quest’ultimo, con il suo commento alla decisione di Monti: “parlerò tra otto giorni” ha involontariamente parafrasato la Wertmüller che nel suo film “I basilischi”dava voce a tre donzelle fuori dal tempo che a pressante domanda rispondevano: “La risposta fra tre giorni”.

I meriti di Monti sono noti anche ai bimbi così come le ricadute negative del suo operato. Anche il decisionismo di Napolitano, non previsto dalla nostra carta costituzionale, è più che evidente e meraviglia che in tanti siano appesi al suo verbo nella speranza di vedere uscire qualche altro coniglio dal cilindro, altri confidano invece nel dinosauro promesso da Berlusconi, altri hanno versato una lacrima sul fallito tentativo di Renzi che, oramai, si è asciugata e confidano nell’abilità di Bersani di smacchiare i leopardi, altri nella scesa in campo di Montezemolo o di qualche altro “prezzemolo” per aggiustare la minestra o per domare una maionese impazzita.

 

Allora che fare?

 

“La risposta fra tre giorni”

 

sfoglia
maggio