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POLITICA
Al tesoriere non devi far sapere quant'è buono il formaggio con le pere
6 settembre 2016

Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia di occuparlo” M.P.

 

 

Il successo della mozione generale del 40° Congresso del PRNTT è talmente osceno che costringe radicali e non a interrogarsi: come  è stato possibile che gli iscritti non ad un partito qualsiasi, ma al glorioso Partito Radicale Nonviolento Transpartito Transnazionale, 60 anni di storia,  unico sopravvissuto alla prima ed alla seconda repubblica italiana, che si sono incontrati con il proposito di onorare tale storia e possibilmente darle un seguito, abbiano potuto offendere qualsiasi principio di democrazia, di logica statutaria, di semplice buon senso affidando ad una unica persona tutti i poteri, senza alcuna possibilità di controllo?

Sappiamo che popoli interi hanno fatto simili errori: i tedeschi con Hitler e gli italiani con Mussolini, per esempio. Li hanno eletti democraticamente; solo successivamente il potere ricevuto dal popolo è stato trasformato in potere assoluto. Quindi i radicali hanno fatto di peggio, affidando da subito tutto - partito, rappresentanza, potere -  ad un’ unica persona senza condizione alcuna. Ma bravi. Complimenti.

Come stracazzo è stato possibile?

Si sono comportati da tifosi della curva sud.

Tutto ciò che fanno i nostri, gli ortodossi, va bene; ciò che fanno gli altri va male.  Una vera schifezza? Va bene anche  questa, a condizione che vincano i nostri.

E dire che l’emendamento proposto alla mozione generale Turco prevedeva di lasciare che quell’unica persona, designata dalla maggioranza, continuasse a gestire il partito fino a una seconda sessione congressuale, nella quale confrontarsi con più calma e tempo, otto mesi, per meglio riflettere su da farsi. No. Assolutamente. Tutto e subito solo a uno affinché faccia tutto ciò che più gli aggrada: financo la liquidazione del partito.

 

L’emendamento non è passato: 121 no, 98 si, 11 astenuti, una differenza quindi di 23 voti; con il voto determinante dei detenuti, venticinque, che sono sicuramente (è proprio il caso di evidenziarlo)  i meno colpevoli. È notoria e meritevole l’attività della fazione ortodossa nei confronti dei detenuti e della giustizia più in generale - compresa la decisione di tenere il congresso a Rebibbia - quindi il sostegno è stato spontaneo e giustificato, anche perché: quanti di loro sono addentro alle problematiche dei congressi politici? Uno sicuramente sì, politicamente il più autorevole: Marcello Dell’Utri, l’unico a votare a favore dell’emendamento in quanto, evidentemente, proprio non se la sentiva di fare cotanta brutta figura. Se la  mozione generale fosse stata posta in altro modo, appena più accettabile, poteva anche far finta di chiudere un occhio, anche se ad un intellettuale non è concesso farlo, Dell’Utri lo sa bene. Ma avallare una porcata del genere era troppo. 

A nulla sono valsi gli interventi di personaggi radicali fondatori del partito o tenuti giustamente in grande considerazione. Tipo Cicciomessere, che avallando la vendita della sua creatura, Agorà, per 15 miliardi di lire, ha acconsentito a che terminasse la innovativa presenza radicale su Internet per sostenere obiettivi politici radicali; o Spadaccia, fondatore, ma da subito schierato e quindi di parte, anche se sfido chiunque a mettere in dubbio la sua onestà intellettuale; ma anche Strik Livers, o Della Vedova, presente per senso di responsabilità dall’inizio alla fine.

Non ci è stato niente da fare, perché la curva sud, per definizione, non si vergogna di nulla, porcate comprese.

E tutta la nostra storia, che ci vede schierati anche solo per questioni di principio? Anche per quelle che tutti considerano inezie, ma che per noi sono importanti? Hanno avuto anche la faccia tosta di citare Marco che diceva che per molti i principi vengono dopo… 

Già la composizione della presidenza, in apertura dei lavori, aveva fatto temere il peggio.

La presidenza di un congresso dovrebbe garantire soprattutto il rispetto delle regole e quindi essere, e anche apparire, imparziale. Invece, volutamente e sfacciatamente di parte. Quando l’assemblea degli iscritti è stata chiamata a votare su un maggior equilibrio, si è espressa contro. 

Soddisfatti gli ortodossi perché l’assemblea è comunque sovrana. 

Proprio Maurizio Turco, interrogato da me medesimo sui principi della democrazia durante le interessanti riunioni di “mezzoggiorno”, non aveva avuto alcun dubbio nell’identificarli subito nel rispetto delle minoranze. Non, quindi, sulla dittatura della maggioranza. Maurizio, ne è proprio valsa la pena ripudiare tutto per un piatto di fagioli? Sì qui, per te, si trattava anche di cotiche ma la tua storia… sicuramente più autorevole, politicamente, della mia…

 

Marco, nella sua prefazione al libro Underground a pugno chiuso di Andrea Valcareggi, con la sua stupenda frase: “Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia di occuparlo” aveva scritto, in sintesi,  che qualsiasi potere gli faceva schifo. Chissà perché lo ha affidato tutto a te.

 

Forse perché sperava che tu ammonissi i compagni sui rischi connessi alla sua gestione.

Ti ho visto raggiante alla fine del congresso. Evidentemente quel peso non ti opprime. Sai di poterlo reggere tutto sulle tue forti spalle senza aiuto alcuno. Anzi, questo, diciamolo, ti da un ruolo al quale ti sentivi predestinato da tempo,  39° congresso compreso. Sappiamo con quali risultati, ma questo è quanto.

Già oggi, lunedì, sento su Radio Radicale un alito ortodosso molto pronunciato. Sarà un caso?

Se non dovesse esserlo, continueremo ad ascoltare in differita Massimo Bordin e caperemo poco altro. Spero che non oserai proporre le conversazioni settimanali con te: oltre che sacrilego sarebbe…

Ci dev’essere un megalovirus nell’aria. Berlusconi lo ha diffuso e venendo all’oggi Renzi, ma perfino Grillo che aspira alla maggioranza assoluta (e incontrastata) con il M5S alle prossime elezioni, Erdogan con il controgolpe e ora, dulcis in fundo, anche il glorioso PRNTT ad opera di Maurizio Erdogan? Ci sta. Passamela.

Quando ha avuto troppa fiducia nelle persone, Marco ha spesso sbagliato. Il caso più eclatante è stato Oscar Luigi Scalfaro. Sappiamo, altresì, che in altri tanti casi ha avuto ragione: uno per tutti a cui sono/siamo particolarmente affezionato Enzo Tortora. 

Ovviamente spero nella seconda ma, l’inizio, non depone bene.









  

POLITICA
Contributo al dibattito precongressuale di Radicali Italiani
29 ottobre 2015

Abolizione del denaro contante


Seguo da trent'anni il tema dell’abolizione del denaro contante, da oltre venti pubblicamente. Finalmente sembra essere arrivato il momento di affrontarlo seriamente e in concreto anche in Italia.

Il tema è caldo, oserei dire scottante, e lo sarà sempre più nei prossimi mesi.

In Italia il governo Renzi ha deciso di elevare a 3.000 euro la quota di contanti con cui è possibile fare pagamenti cash. In direzione opposta si stanno muovendo i Paesi scandinavi che da tempo stanno eliminando di fatto il denaro contante. Già oggi in Svezia gli autobus non accettano pagamenti in contanti; da gennaio 2016 in Danimarca il  contante sarà abolito per legge.

Gli italiani sembrano aver capito che l’abolizione del denaro contante, quindi la tracciabilità totale delle transazioni, non è più solo un’opzione possibile ma una scelta obbligata, che sta già diventando realtà in Paesi più civili del nostro, per garantire una società basata sulla legalità e la trasparenza.

Oltre il 60% degli italiani sono favorevoli, la percentuale sale al 65% se  consideriamo anche gli indecisi. Si arriva addirittura al 70% con i giovani tra i 19 e 24 anni, i laureati e i detentori di reddito medio alto (fonte Isfol Plus 2014).

 

Come Radicali abbiamo una occasione unica: essere la prima forza politica che decide di schierarsi apertamente per la tracciabilità totale delle transazioni, confermando la tradizionale posizione d’avanguardia nell’ambito del riformismo italiano ed europeo. 

L’ho più volte auspicato in Congressi passati di Radicali Italiani, in Comitati Nazionali, ora è arrivato il momento della conta: presenterò una mozione particolare sull’argomento.



Con la moneta si è superato il baratto ed è stata un grande motore di sviluppo. Oggi al contrario è diventata un freno per un’economia più avanzata e razionale, che ha come necessario presupposto la legalità, favorita - appunto - dalle transazioni tracciabili. Un tempo nel Far West si girava con addosso un’arma così come noi oggi possiamo girare con pacchi di soldi, fino a 3.000 euro per singola transazione. Lo trovo semplicemente scomodo, inopportuno, pericoloso e persino ridicolo. L’assennatezza vorrebbe che fossero totalmente eliminati entrambi: armi e soldi; l’umanità ragionevole ha bisogno di ben altro da portarsi addosso.

La libertà di scelta dei cittadini non viene in alcun modo limitata. Questa è l’obiezione che più frequentemente mi è stata mossa dai radicali storici, meno o per nulla tra i più giovani: che come libertari non potevamo costringere in maniera forzosa ad adottare un solo sistema di pagamento. In realtà ciò che propongo non limita in alcun modo la libertà di scelta perché il denaro, in quanto unità di conto e porta valore nel tempo e nello spazio, mantiene integre le sue caratteristiche sia in forma di banconote che di moneta elettronica. Far uso dell’uno, dell’altro o di altro ancora che abbia le medesime caratteristiche, è soltanto una convenzione che la società si dà ed è auspicabile che sia quella più idonea all’obiettivo che si pone. Possibilmente quello del bene comune, e i Paesi scandinavi lo stanno indicando con chiarezza.


La privacy, altro argomento fondamentale. Sarà garantita, per chi opera nella legalità, in misura anche maggiore di quella odierna. Il controllo verrà esercitato, sui privati cittadini, esclusivamente sul fronte delle entrate e non su quello delle spese, che resteranno rigorosamente libere e non controllabili. Per intenderci: neppure chi esercita la potestà genitoriale avrà la possibilità di controllare le  uscite del borsellino elettronico del figlio minorenne.


Un vantaggio ulteriore: sarebbe la prima reale azione capace di far emergere l’economia sommersa. Per le casse dello Stato italiano  significherebbe maggiori introiti per un valore annuo oscillante, secondo le stime, dai 100 ai 250 miliardi di euro. In pochi anni, risolveremmo i problemi legati allo spaventoso debito pubblico. Nel migliore dei casi, non improbabile, in quattro anni diventeremmo da fanalino di coda il paese più virtuoso d’Europa. Sostituire il registratore di cassa con un POS non è sufficiente a cancellare evasione fiscale, corruzione e malaffare, ma insieme ad altre misure parzialmente già in atto - eliminare i paradisi fiscali, contenere i deliri della finanza creativa, riallineare la finanza all’economia reale - sicuramente ci porta nella direzione giusta.


E’ funzionale alla legalizzazione di attività attualmente ipocritamente clandestine. Prostituzione, vendita di stupefacenti, tutti i tipi di lavoro nero, secondo lavoro, compensi occasionali leciti e non. Anche queste legalizzazioni, a cui noi radicali siamo particolarmente sensibili, sono già nell’aria in diversi Stati e Parlamenti e anche, come ben sappiamo, nel nostro. C’è una convergenza culturale sulla legalità non più solo declamata, ma concretamente attuabile ed attuata. 

Tutti noi radicali siamo stati avanguardia in molte battaglie civili. Vi chiedo di esserlo anche su questa, che fino ad oggi, anzi spero solo fino a ieri, ho affrontato da visionario di minoranza.


Alziamo questa bandiera, scegliamo di essere il primo partito politico italiano ad abbracciare senza riserve questo progetto di civiltà e progresso.



















POLITICA
La mamma dei cretini è sempre incinta
1 luglio 2014


È dal 19 novembre 2013 che avevo smesso di scrivere su questo blog perché non intendevo infierire su una dirigenza radicale alla quale sono affezionato ma di cui non condivido le ultime scelte.


Una esempio è stato il XII congresso di Radicali Italiani di novembre dove si è verificato l’inimmaginabile ed è per questo che ho preferito non parlarne.


A tutto questo si aggiunge una dose industriale di veleno e di succhi gastrici vaganti appena ci si avvicina, incautamente, da qualsiasi direzione:  mailing list, comitati nazionali, social forum, iniziative, incontri, agli ambiti più frustrati di ciò che fu la bella esperienza radicale. Per fortuna continuano ad esserci belle persone ed iniziative, se no, obtorto collo, avrei definitivamente preso le distanze. Un esempio recente? Mina Welby a Bari. Una persona cara ed adorabile che porta avanti una delle tante battaglie radicali che col tempo stanno vincendo e permeando dei loro valori tutta la società italiana; anche gli ambiti più distanti, vedi la recente conversione di Silvio sui gay; dovremo pazientare e aspettare qualche altro anno affinché scopra gli LGBTQI.

 

 Il casus belli? Una telefonata di un dirigente del PD pugliese che mi invitava ad un tavolo del centro sinistra per la prossima competizione elettorale regionale. Il mio numero glielo aveva dato Sergio D’Elia. Ho chiamato Sergio e lui mi ha confermato. Ovviamente mi sono presentato a quel tavolo come segretario dell’associazione Radicalibari, ho informato che non avendo i Radicali una organizzazione territoriale, normalmente per tali incombenze delegano Sergio D’Elia, che fa parte della direzione nazionale e che ha origini pugliesi e lui, questa volta, aveva chiesto a me di partecipare; e che non potevo che essere un osservatore sia perché non conoscevo gli orientamenti radicali in merito, ammesso che ce ne fossero, sia per il mio ruolo.


Al tavolo ero comunque conosciuto sia per l’intensa attività radicale svolta lo scorso anno a Bari sia perché, l’ex sindaco Michele Emiliano - che aveva convocato il tavolo- aveva aderito ad un mio invito e si era prestato, come Primo Cittadino, a fare da autenticatore delle firme che abbiamo raccolto nel carcere di Bari per i 12 Referendum; fatto ovviamente gradito ai detenuti ed evidenziato da tutti i media.

Al tavolo erano state invitate tutte le liste che avevano sostenuto nel 2010 la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia; la nostra lista era la Bonino-Pannella ed io, come tanti altri compagni, figuravo tra i candidati al consiglio regionale.

La Gazzetta del Mezzogiorno ha fatto un trafiletto sull’evento, evidenziando anche la presenza dei Radicali, che Donato Volpicella ha pubblicato sul suo sito fb.


In bello arriva ora:

Commenta Maria Rosaria Lo Muzio: “I #Radicali chi?”

Qualche minuto dopo commenta Rita Bernardini: “eh già #radicali chi?”

E Donato Volpicella: “….vorrei saperlo anche io!” 


A Maria e a Donato: teste di cazzo, quei #Radicali che all’ultimo congresso di Radicali Italiani vi hanno accompagnato da Chianciano (luogo estremamente scomodo per chi ci vuole andare dalla Puglia) fino sull’uscio di casa vostra: Maria a Foggia e Donato a Bari. In auto eravamo: Aldo Biagini alla guida e Presidente di Radicalibari, io a latere Nicola Magaletti segretario di Radicalibari, Francesco Mastroviti tesoriere di Radicali Bari, Maria Rosaria Lo Muzio che non si è neanche iscritta a Radicali Italiani e Donato Volpicella che per tutto il 2013 non ha raccolto una sola firma per le elezioni politiche, per la proposta di legge di iniziativa popolare sull’Eutanasia Legale e per i 12 Referendum Radicali e né ha partecipato ad alcuna attività radicale su Bari. 

A Bari  #Radicali chi? Avete perso la memoria? Soffrite di Alzheimer? 


Ma due T.D.C., quando si sprizzano succhi gastrici, sono troppo poche e hanno pensato bene di intervenire altre. Mi hanno avvisato del post di Donato, perché di solito non frequento quel sito, e ho pensato con quattro parole di chiarire perché avevo partecipato all’incontro e soprattutto per dire a Rita Bernardini che: “se in casa Radicale la mano destra non sa cosa fa la sinistra non è un mio problema. Sugli altri commenti stendo un velo pietoso; anzi penoso.”


Subito Giuseppe Simone ha commentato in stile lavandaia: “Magalee… Te la canti e te la suoni da solo… E se assegni veli pietosi e penosi agli altri radicali e non, diversi da te perché non appartenenti all’associazione culturale e politica con codice fiscale….”


Peppin (in stile lavandaia se no potrebbe non capirmi): non esistono associazioni con codice fiscale. Esistono associazioni legali e associazioni illegali. Tu e Donato Volpicella, approfittando della buona fede di chi si è fidato della tua ignoranza, avete millantato per anni l’esistenza su Bari di una associazione Radicale alla quale - quando sono rientrato a Bari - ho chiesto di iscrivermi e, solo quando ho capito le puttanate che avevate fatto ho proposto ai compagni radicali di fare una associazione radicale legale. Mi sembrava il minimo per il rispetto dovuto alla tradizione radicale di legalità, cosa che abbiamo fatto il 5 gennaio del 2013 costituendo l’associazione Radicalibari; alla quale sei stato invitato ad iscriverti e dalla quale, fino ad oggi e solo fino ad oggi, hai ricevuto tutte le comunicazioni inviate a soci o simpatizzanti radicali. 

Lascia che l’oblio nasconda le tue puttanate e prima di intervenire su ciò che asserisco connetti il cervello.


Su tutto avrei steso quel velo pietoso e penoso ma, quando e troppo è troppo, vedo che il solito Donato ha ben evidenziato l’intervento di Rita Bernardini sull’argomento durante la Direzione di Radicali Italiani che, indotta dalla subdola richiesta dei commentatori del post, aveva erroneamente pensato che su Bari io avessi avviato di mia iniziativa delle trattative con il PD, a nome dei Radicali, sulle prossime consultazioni elettorali regionali. Quando si è resa conto dell’errore nel quale era stata indotta e che io avevo semplicemente, come sempre, esaudito una richiesta di Sergio D’Elia col quale, mi ha detto al telefono, è in piena sintonia, è rimasta dispiaciuta dell’equivoco e mi ha indicato di regolarmi come credevo per il secondo incontro che si è tenuto ieri. Ovviamente, questa volta, ho preferito declinare l’invito; anche se la Gazzetta del Mezzogiorno di oggi riporta, questa volta erroneamente, la nostra presenza. Vedremo di far fare una rettifica.

Ci lamentiamo di non essere considerati dai media? Questo è anche dovuto a quel verminaio che troppo spesso alloggia in casa nostra.


Comunque, visto che in questi luoghi la mamma….. è inesorabilmente fertile, vedrò di utilizzare meglio il mio tempo in ambiti a me più congeniali.






P.S. Cara Rita, pur non condividendo l’appiattimento delle battaglie Radicali prevalentemente su un unico tema, sono solidale sui motivi che da ieri ti hanno indotto a riprendere lo sciopero della fame; le morti in carcere e la tortura del 41 bis sono indegne di uno stato civile.



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permalink | inviato da nicolax2 il 1/7/2014 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Tanto tuonò che piovve
19 novembre 2013

I lucani, il tanto evocato, “pernacchio” l’hanno fatto alla Rosa nel pugno!


L’On.Maurizio Turco chiederà al compagno Marco Belelli, in arte divino Otelma, i paramenti liturgici per riporre nell’ostensorio il sacro simbolo della Rosa in attesa di un’altra ghiotta occasione per esibirlo alle folle.


Ridiamo di noi stessi ma non prendiamoci in giro. Il problema, questa volta, non è stato di emarginazione dai mass media. Lasciamo stare il libro giallo della peste italiana se no corriamo il rischio di svilire il valore che ha. Non pretendiamo di avere ragioni che non abbiamo. La nenia del possibile contro il probabile? non di prometeici paladini narra ma di incalliti masochisti delle competizioni elettorali. In una campagna elettorale ci può essere un obiettivo politico che va aldilà  del consenso elettorale e ne abbiamo un caso recente ed eclatante con la lista di scopo Amnistia Giustizia e Libertà: minimo storico dal ’76 nelle urne ma, con prepotente urgenza, al centro dell’agenda politica italiana e massimo incarico governativo ma, a Potenza qual era  l’obiettivo strategico? Dare visibilità a Bolognetti e al suo encomiabile impegno? Ci siamo riusciti? è una questione di sintonia.


Se Maurizio invece di parlare alle folle che, comprensibilmente, non hanno nessuna voglia di starlo ad ascoltare avesse più umanamente parlato alla gente forse, senza mobilitare la Galassia Radicale, avrebbe ottenuto lo stesso risultato o qualcosa in più. “Calano come i Lanzichenecchi durante le elezioni poi… non li vedi più” “Si semina d’autunno non quando è tempo di mietere.” 

Basta con i simboli, i testimonial, i conigli tirati fuori dal cilindro l’opinione pubblica è in overdose!


Al comizio in Piazza Mario Pagano a Potenza c’ero anch’io; il service era da grande evento, da esibizione di una grande star della musica, gli amplificatori offendevano i timpani e le luci le retine ma di persone: nessuno, neanche l’ombra. Di gente ce n’era tanta in fondo alla piazza, un lato è lambito dal corso di Potenza, ma non girava neanche la testa per vedere chi fossero quei rompicoglioni.  “Pensano che ci possono ancora comprare con qualche specchietto, quanti soldi stanno spendendo ma chi paga? se c’era Grillo mi fermavo solo per farmi due risate senza neanche pagare il biglietto, punto”


Il carisma, il tentativo di ottenere consenso mediatico è sempre più un nonsenso, non ha più senso o convinci o puoi anche vincere ma da solo con i tuoi amici di merenda, “io non perdo neanche più il tempo di venire a votare.” 


Che siano le elezioni o un congresso vinci pure tu con i tuoi amici di merenda io ho cose più serie a cui pensare.











POLITICA
La Germania ha lucrato e lucra su Italia & C.
14 novembre 2013

Finalmente Barroso ha fatto il suo primo timido omertoso annuncio. In prima pagina del Corriere della Sera “Il surplus delle esportazioni frena la crescita degli altri paesi” la sciocchezza n.1. E sul Foglio Giuseppe Guarino ci spiega che “un codicillo illegale ha frenato la nostra economia dal 1999” (l’obiettivo sviluppo subordinato alla stabilità) sciocchezza n.2.

Quanto altro tempo dovremo aspettare affinché la verità venga detta tutta e in maniera chiara e semplice?

In soldoni: i burocrati e “tecnici” italiani che hanno aderito all’euro, i nomi li conosciamo, hanno fatto di un meraviglioso progetto una vera e propria stupidaggine; e ammetterlo duole. Adottare l’euro era un indiscusso vantaggio per l’intera Europa a condizione che il beneficio globale fosse spalmato su tutti i paesi che aderivano alla moneta unica. Che alcuni paesi ne fossero più avvantaggiati dall’introduzione ed altri meno, ed alcuni svantaggiati, era fatto palese. Le economie più predisposte all’export avrebbero goduto di un euro che non si sarebbe rivalutato automaticamente sulla base delle esportazioni realizzate bensì di un euro tenuto più basso dai paesi meno predisposti alla competizione internazionale.

Quindi i primi ne avrebbero goduto ampi benefici, i secondi meno, i terzi no ma il sistema  globalmente avrebbe funzionato e bene a condizione che, del beneficio globale, i terzi ne fossero beneficiati con vigorose azioni comunitarie che riducessero il gap che avevano nei confronti dei primi. Se ciò fosse stato predisposto e fatto, tutta l’area euro ne avrebbe goduto enormi benefici e ciò avrebbe migliorato quella coesione tra i vari paesi quale preludio di una sempre maggiore appartenenza a una entità, l’Europa, che presto sarebbe diventata una forte e splendida realtà politica: prima economia mondiale che coniugando meglio di ogni altra: sviluppo, welfare e democrazia, sarebbe divenuta un esempio per intervenire allo stesso modo nelle aree meno sviluppate del mondo per una armonica crescita globale. Ci si sarebbe potuti porre, a quel punto, responsabilmente ed autorevolmente il problema non ancora disinnescato della bomba demografica, dello sviluppo sostenibile e di tanto altro ancora.

Ma ahimè, i fautori e realizzatori dell’entrata nell’euro, i famigerati “buoni a nulla” del centro sinistra, erano troppo presi dal mettersi frettolosamente questo fiore all’occhiello per combattere gli altrettanto famigerati “capaci di tutto”, ma proprio di tutto, del centro destra. E in questa faziosa lotta intestina che ha letteralmente distrutto dall’interno ogni istituzione italiana che, chi in Europa pensava senza lungimiranza di poter approfittare ad oltranza di questi idioti,  ha contribuito e sta contribuendo al massacro dall’esterno di quella che fu la quinta economia mondiale. 

Il futuro si presenta, così, problematico per l’Europa e, per il ruolo che riveste, per il mondo intero: invece che fungere da potenza affidabile e lungimirante contribuisce alla destabilizzazione degli equilibri planetari. 

Che fare? 

Proprio dall’Italia, il paese che sta toccando il fondo, potrebbe arrivare una sterzata per rimettere tutti in carreggiata se “solo” si riuscissero ad interdire gli idioti che ci hanno governato finora. Non sto pensando, purtroppo, a Grillo, che sta dimostrando di avere in testa il nulla politico, anche se è stato un ottimo megafono per chi aveva capito o intuito la pochezza di chi ci governa, ma a tutti coloro, M5S compreso, che hanno capito la necessità di un cambiamento deciso, responsabile ed equilibrato per guardare con positività e speranza al futuro.








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POLITICA
Sergio Augusto Stanzani Ghedini
21 ottobre 2013

Caro Sergio,

anche l'ultimo giorno dei tuoi ben spesi novant'anni mi hai fatto un bel regalo: ho saputo che sei stato un partigiano. Tu non l'hai ostentato. In una Italia dove molti, forse troppi, ne hanno fatto un fiore all'occhiello da esibire, da usare e sfruttare in ogni occasione, tu hai continuato a vivere quell'esperienza ogni giorno perché sei stato un partigiano della libertà, del diritto e della giustizia per tutta la vita.

Grazie dunque Sergio Augusto Stanzani Ghedini, buon viaggio, i Giusti ti attendono.

Nicola Magaletti

 

 

 


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POLITICA
Nelle carceri oramai si parla Radicale ed anche fuori nei palazzi di in-giustizia.
19 settembre 2013

 

Strepitoso risultato di raccolta firme sui 12 Referendum Radicali, lunedì 16/09, al tribunale di Bari insieme agli avvocati della Camera Penale di Bari, della Camera Civile di Bari e dell’UAB Unione Avvocati Bari. In solo tre ore abbiamo raccolto, come Radicali, 1.602 firme dei solo 6 referendum CambiamoNoi esaurendo i moduli di raccolta firme. Sui secondi 6 sulla Giustizia Giusta la raccolta è andata oltre fino a, forse, 2.000 firme.

Grazie ai Presidenti che si sono attivati Gaetano Sassanelli, Mario Spinelli e Alfredo Garofalo, all’autenticatore che si è reso disponibile, il Consigliere Provinciale Sergio Fanelli, e a tutti gli avvocati che hanno preso attivamente parte all’evento e a questa “causa” da sempre.

Un encomio particolare agli instancabili avvocati Marisa Savino, Floriana Rendina, Piera Dinoi e Rosanna Balice.

 

 

 

 

POLITICA
I veri BIDONI
17 settembre 2013
           

 

Dopo l’ottimo risultato di sabato 14/09: 970 firme raccolte solo sui sei referendum di CambiamoNoi, una rilassante discreta raccolta domenica in via Sparano.  Purtroppo sabato e domenica abbiamo dovuto annullare i tavoli previsti a Torre a Mare per mancanza di autenticatori.

Ci scusiamo con tutti i cittadini che si sono recati presso il bar Sydney e non ci hanno trovato.

Mi scuso personalmente con tutti i militanti che erano pronti a dedicare l’ennesimo sabato e domenica per 12 ore al servizio del bene comune: per una Giustizia Giusta e per i Diritti Civili, e che all’ultimo hanno subito anche la frustrazione di non poterlo fare.

Un grazie particolare a Michele Bellarosa, titolare dell’esercizio, che ci aveva dato la sua cortese disponibilità.

Purtroppo, noi che non sediamo su nessuna poltrona, non abbiamo di conseguenza: consiglieri comunali, provinciali, presidenti, vice ecc. per poter autenticare le firme e garantire così un diritto di democrazia diretta previsto dalla Costituzione.

Domenica prossima ci riproveremo: non so come.

Purtroppo potremmo farvi un altro BIDONE, ma i veri BIDONI sono coloro che pur godendo di questa prerogativa non l’esercitano. Altre cose più importanti hanno da fare: i cazzi loro!

Un grazie invece a coloro: pochi, che si rendono disponibili.

 

POLITICA
Il Sindaco Michele Emiliano per i 12 Referendum Radicali al Carcere di Bari
12 settembre 2013

 

Venerdi 13 settembre 2013 il segretario dei Radicalibari Nicola Magaletti unitamente a Rita Lamanna a Eleonora Poliseno e al coordinatore della UAAR di Bari Gaetano Sisto effettueranno una raccolta firme per i 12 Referendum Radicali all’interno del Carcere di Bari.

I gruppo Radicale avrà come autenticatori il primo cittadino di Bari il Sindaco Michele Emiliano e il consigliere comunale del PD Luigi Fuiano che in tantissime occasioni ha già offerto la sua disponibilità per tali attività ai radicali.

L’alto valore e significato che la presenza del primo cittadino di Bari avrà per i detenuti, che hanno espresso il desiderio di contribuire alla campagna referendaria, sarà evidenziata in una conferenza stampa che si terrà all’ingresso del carcere in via Alcide De Gasperi alle ore 09.15.

 

 

 

 

POLITICA
Cala Fetente
15 giugno 2013

 

           

Alle 12.00 ho incontrato Memola Junior, Gaetano, segretario provinciale dei Socialisti, con lo scopo di verificare la sua reale disponibilità di contribuire alla raccolta firme sui referendum indetti dai Radicali Italiani. L’incontro è stato piacevole e, nella rappresentazione che ognuno fa di sé, mi ha colpito come fosse ancora aperta e sanguinante la ferita aperta dalla magistratura nei confronti di suo padre: allora era sindaco di Bari e sarebbe stato rieletto dopo quindici giorni o, in caso contrario,  sarebbe divenuto senatore della repubblica.  Un percorso tracciato. E invece, alle sei del mattino di quel giorno che gli cambiò la vita, in quella casa dove dormiva sua moglie e Gaetano era ancora piccolo i carabinieri…  solo cinque anni dopo sarebbe stato totalmente prosciolto ma, oltre alla valanga che colpì i partiti della prima repubblica, erano i questuanti, i vicini di casa che non ti guardavano più in faccia! Mi son detto: Gaetano sarà entusiasta dei sei referendum sulla riforma della giustizia che presenteremo domenica a Napoli. Invece… Uscendo ho conosciuto anche Memola Senior e mi hanno invitato al decennale della fondazione Giuseppe di Vagno che si sarebbe tenuto nel pomeriggio a Conversano.

 

Alle 16.00 ho aderito all’invito di Giacomo Barattini, di Azione Universitaria, di partecipare alla Lectio Magistralis dal titolo “La libertà di informazione” che Alessandro Sallusti avrebbe tenuto al Dipartimento di Giurisprudenza di Bari. Il tutto ruotava intorno alla nota e scandalosa vicenda della condanna del direttore del Giornale, un clamoroso caso di attentato alla libertà di informazione, un esemplare caso di giustizia ingiusta documentato dal protagonista della vicenda. Sulla giustizia italiana ha detto peste e corna e, mi son detto: Sallusti sarà entusiasta dei sei referendum sulla giustizia che intendono riformarla profondamente: separazione delle carriere,  responsabilità civile dei giudici ecc.… invece. Ho approfittato dell’opportunità di rivolgergli una domanda e gli ho chiesto se, come Vittorio Feltri, intendesse farne una sua bandiera. Ha espresso apprezzamento per i Radicali e per le loro iniziative ma… e poi è stato evasivo e l’ha buttata sullo svuotamento delle carceri che non condivideva e che non c’entravano un cazzo. Di fatto ha eluso la domanda e non ha risposto. Non ho voluto insistere perché non volevo fare il giornalista – non lo sono – con un giornalista; la domanda mi sembrava quasi retorica viste le premesse, invece….

 

Alle 18.30, a Conversano, è stato Valdo Spini che mi ha fulminato con le parole che Di Vittorio ha saputo usare per Di Vagno: le parole di un Uomo Vero nei confronti di un Vero Uomo: ce ne fossero! Una nota narcisistica: ho scoperto che chiamavano Di Vagno così come i miei compagni di accademia chiamavano me: Il gigante buono. Bella scoperta anche Flavia Nardella: direi…  (parafrasando Indro) fresca.  Ma è Giuseppe Laterza che ha dato risposta ai miei …invece…  compito della cultura è che le idee divengano opinioni: le idee stanno chiuse nei libri solo quando divengono opinioni liberano la loro energia.

 

Alle 21.30, dopo una giornata d’impegno ho pensato bene di finire la serata, era di strada, a Cala Fetente. Sì a Cala Fetente. Lì si esibiva Pablodomar ed ero veramente curioso di vederlo all’opera. La mia opinione è che lì era veramente nel luogo giusto. Ci tornerò sicuramente, in compagnia, quando si esibirà nuovamente; è una abbinata fantastica. È la mia opinione.

 

 

 

 

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